I dischi di Baian-Kara-Ula sono 716 reperti di litio di granito, con un'alta concentrazione di cobalto e di altre sostanze metalliche sulla cui superficie si trovano incisi una serie di simboli. I dischi furono scoperti nel 1938 da una spedizione di archeologi cinesi sulle montagne di Baian-Kara-Ula, tra la Cina e il Tibet in una caverna contenente anche una quantità di piccoli scheletri. Le tombe furono trovate in un'intricata rete di gallerie interconnesse, ordinatamente allineate, e appartenevano ad una razza che appariva alquanto particolare: esseri umani di dimensioni molto minute, eccetto i teschi, sproporzionatamente grandi. All'inizio, gli scienziati credettero che le grotte fossero tane di scimmie ma il loro dirigente, il professore di archeologia Chi Pu Thei, sottolineò di non aver mai sentito parlare di scimmie che inumano i loro morti. Durante il disseppellimento dei corpi, un archeologo recuperò un disco di pietra dal fondo di una fossa. Gli studiosi si raccolsero attorno all'artefatto, rigirandolo in ogni direzione, cercando di interpretarne il significato. Un foro circolare nel mezzo e una spirale incisa verso l'interno o l'esterno erano le uniche apparenti caratteristiche. Un'ispezione più accurata mostrò che le scanalature, in realtà, erano una linea di piccole incisioni, o segni. Ogni disco poteva, quindi, essere un "libro litico" ma, all'epoca della loro scoperta, nessuno possedeva un dizionario capace di interpretarlo
una delle tanbte prove non ALLINEATE FATTE SPARIRE PER TEMPO, per non turbare le linee guida ufficiali
sunshinedaydreaming 9 months ago