Mourinho - Lo scudetto è suo, assai più di quanto lo è stato quello dellanno scorso. Allora londa lunga di Mancini era ancora presente nella mente della squadra. Ora non più. Il portoghese lha cambiata nel gioco, nellassetto e lha ribaltata nella mente. AllInter ha dato una ferocia mai vista prima, lha portata a un livello altissimo sul piano del carattere e lha resa consistente in modo assoluto. Lanno scorso era solo muscoli, questanno è muscoli e qualità. Durante il cammino ha perso dei punti importanti, li ha sacrificati sullaltare della Champions. Anche per questo, oltre chè per la straordinaria resistenza della Roma, ha dovuto aspettare lultima giornata per alzare lo scudetto al cielo.
10 Milito - Ha 31 anni, prima di adesso non aveva mai giocato per lo scudetto, mai in Champions League. Al primo tentativo, lo scudetto è suo (la Coppa Italia anche), la Champions si vedrà. Non solo non ha faticato a salire il gradino (anzi, una scala intera) dal Genoa allInter, ma è stato lui, in tanti momenti del campionato, a trascinare la squadra al di là delle sue sofferenze. Ricordiamo, solo per fare un esempio, il rigore che si è procurato contro la Fiorentina, a San Siro, mentre la partita stava planando verso lo 0-0. Gol nella finale di Coppa Italia, gol nella partita-scudetto, ora aspettiamo il terzo...
9,5 Sneijder - Se cè una differenza fra lInter di oggi e quella di ieri, e se cè una differenza anche fra lInter e tutte le altre, il nome è solo uno, quello di Wesley Sneijder. Probabilmente in tutta la sua carriera non aveva mai raggiunto questi livelli di rendimento con questa continuità, di sicuro è stato luomo in più dellInter. Basta vedere la differenza di punti conquistati con e senza di lui. Come tipo di giocatore è unico: ha la qualità del trequartista, la forza del mediano e la rabbia del leader.
9 Lucio - Se, in ordine di merito, i primi tre giocatori di una squadra campione dItalia sono tre nuovi acquisti, vuol dire che il potenziamento è stato formidabile. Da Milito a Sneijder a Lucio, strappato al Bayern perchè il Chelsea non ha mollato Ricardo Carvalho. La sua prima stagione italiana è stata un capolavoro.
9 Samuel - Molti si domandavano come sarebbe stato possibile creare una coppia, e poi cementarla, se composta da un brasiliano e un argentino. La risposta è arrivata da Mourinho: Lucio e Samuel insieme, ovvero un muro davanti a Julio Cesar.
9 J. Zanetti - Luomo che non si arrende, il capitano che non si piega, il vecchio che non si distrugge, potremmo andare avanti così per un pezzo. Scegliamo invece una sola partita di questo suo nuovo straordinario campionato: Inter-Atalanta 3-1, Zanetti portato nel ruolo di terzino destro, dopo aver girato tutta la squadra. Incontra sulla sua fascia il talentuoso Valdes che la domenica prima ha fatto impazzire la Fiorentina. Valdes non la prende mai, ma proprio mai. Un monumento alla Pinetina per Javier. Ma come ha fatto Maradona a lasciarlo a casa?
8,5 Maicon - Lanno scorso lInter aveva due schemi: lo schema-Ibrahimovic (lancio lungo per lo svedese) e lo schema-Maicon (inserimento e taglio del brasiliano). Questanno, in un gioco più globale, la presenza del miglior terzino destro del mondo non è stata altrettanto fondamentale, ma solo per la crescita della manovra. E in ogni caso il suo rendimento è stato ugualmente importante.
8,5 Etoo - Ha fatto capire a tanti giovani (se lo vogliono capire: Balotelli) come deve giocare un attaccante due volte campione dEuropa. Come deve sacrificarsi piegandosi ai bisogni della squadra. Il camerunese ha fatto tutto: gol, gioco, difesa. Fisicamente un mostro.
8,5 Cambiasso - E il giocatore cui non rinunceremmo per nessuna ragione al mondo. Invece Mourinho ogni tanto ne ha fatto a meno. Sbagliando, secondo noi. Nessun giocatore ha la testa di Cambiasso. Potremmo scommettere una cifra: da grande farà lallenatore e lo farà bene. Stesso domanda a Diego: impossibile non portare al Mondiale uno così.
L'Inter approda alla finale di Champions League perdendo di misura con il Barcellona nel match di ritorno della semifinale di Champions League. I nerazzurri hanno giocato in 10 dalla metà del primo tempo per l'espulsione di Thiago Motta al 28'. Il gol dei blaugrana è stato firmato da Piquè, a sette minuti dalla fine. Trentotto anni dopo, così l'Inter ritrova una finale di Champions League o Coppa Campioni che dir si voglia. La squadra nerazzurra entra per la quinta volta nella sua storia finale della coppa dalle grandi orecchie, esattamente 38 anni dopo l'ultima volta, quando ancora non si chiamava Champions ma semplicemente Coppa Campioni.
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è un TORINESE doc proprio.
roger5maggio 1 year ago 8
seriamente:ma nn te fai pena da solo?
Pensà che tanta povera gente muore e questa nullità invece ce ruba l'ossigeno a tutti quanti
simonetupac 1 year ago 4