Il progetto musicale/didattico A taera a l'è bassa ha preso il titolo da una canzone dell'ideatore Roberto Frugone (cantautore, scrittore e arrangiatore originario di Casarza Ligure che ha condiviso questo lavoro con Clara Sambuceti, cantante e laureata in Scienze della Formazione Primaria presso L'Università degli Studi di Genova). Il progetto ha approfondito il tema del legame con la terra intesa come radice culturale attraverso l'immagine del sudore e della fatica dei contadini chini a zappare e coltivare il terreno. Quest'immagine, espressa nei versi centrali del brano "perché la terra è bassa, e senza grano non c'è focaccia: caro mio ragazzo che cerchi la scorciatoia, guarda che qui la terra è bassa!" è la metafora attorno a cui ruota tematicamente tutto il progetto ed esprime il valore di una vita di sacrificio come cammino di libertà.
Il progetto è consistito in un percorso didattico che, tra gennaio e giugno 2007, si è articolato in incontri settimanali assieme agli alunni del V anno della scuola primaria "Fabrizio De André" di Casarza Ligure. Gli alunni sono inoltre stati coinvolti in qualità di cantanti - sia in formazione corale che come solisti - alle sessioni di incisione in sala di registrazione della selezione di brani in dialetto genovese e in italiano composti dal cantautore che hanno costituito il materiale sul quale è stato impostato tutto il lavoro di studio.
Le motivazioni che hanno spinto il cantautore e il suo staff a coinvolgere la scuola e i ragazzi sono molteplici: innanzitutto la volontà di condividere con chi è preposto alla formazione, ovvero gli insegnanti, un lavoro di approfondimento e recupero della storia del territorio della Val Petronio e, più in generale, una proposta culturale attraverso il mezzo della canzone. Non solo studio del paese sui libri, dunque, ma anche e specialmente sul campo.
Secondariamente li ha mossi l'intento di salvaguardare artististicamente un patrimonio linguistico come quello del dialetto, mentre in ultima analisi è stata proposta ai ragazzi l'entusiasmante esperienza di partecipazione all'opera di un autore, potendo così far loro osservare da vicino e in un modo profondamente diverso da quello espresso dai mezzi di comunicazione di massa, in cosa consista produrre musica, cioè far cultura.
L'idea di far conoscere la musica anche attraverso l'ausilio della tecnologia è stata un'ulteriore novità di questo percorso in cui si è fatto musica non solo con gli strumenti classici ma anche con l'aiuto del computer, unendo così modernità e tradizione.
Ogni dialetto fa parte delle radici di un territorio e va valorizzato e appreso. Insieme alla lingua nazionale. Progetto suggestivo, direi!! Complimenti.*****
canale50 3 years ago
Grandissimi! Insegnamo ai nostri figli il genovese! Bisogna preservare la nostra genovesità!!
Chryguitar 3 years ago