Brano inedito ispirato da una storia vera.
Quando mio padre disse, che voleva farmi studiare
in quella sera sputata dal vento, sul finire dell'ottocento
non sapevo ancora capire quanto sudore dovesse asciugare
per bagnarci poi quel sogno, come la lacrima bagna il mento.
Perché quando nasce dai tuoi occhi, ha una faccia da segnare
e cancellarla dalla guancia, prima che arrivi fino in fondo
è come ammettere la vergogna, o la voglia di ricominciare
ma ora voglio raccontarvi, come sono caduto dentro al mondo.
E fu proprio in questo modo, che divenni un ingegnere
ed è strano ritrovarsi, a pensare sempre più spesso
ad un padre che ad ogni costo, voleva evitarti quel mestiere
di chi la sera cerca il sole, trova la luna, e si accontenta del riflesso.
Ma non mi sono allontanato molto, dal sentiero dei minatori
ne dal chiasso delle pale, dei picconi e della dinamite
è solo un percorso con molti meno rumori
quello di chi vede una via nella roccia, con numeri, carta e matite.
Non nascondo la paura, l'incertezza e anche il magone
quando vennero a chiedermi, un gruppo di signori
di progettare il traforo ferroviario del Sempione
e accettai, ma non per fama, ne per soldi oppure onori.
E non saprei neanche spiegare, perché l'uomo cerca delle sfide
ma forse proprio questo è il motivo per cui nel mondo ci han buttati
per incontrarci a metà strada, con il nostro fato che sorride
come in questa galleria su cui scaviamo dai due lati.
Quante notti violentate, per risolvere ogni grana
prima di poter incominciare, ad accendere questi fari
talmente tante cifre, che se le mettessi in fila indiana
coprirei tranquillamente la lunghezza dei binari.
In questi anni ormai trascorsi guidato dalle stelle
non posso non pensare, tutte quelle persone
che le stelle le han raggiunte, lasciandoci la pelle
perché nn riesco ad ascoltare soltanto la ragione.
Ma questa sera nel mio studio, quando mancan solo pochi metri
poso lo sguardo su una riga, e su un simbolo sbagliato
e non avrei mai sognato, nemmeno nei miei incubi più tetri
che io, signore dei miei numeri, su una lettera sarei inciampato.
E non serve controllare, perché vedo già il risultato
non si incontreranno mai, come fuggiaschi da un assedio
eppur mi tiene ancora in vita, anche se dentro mi ha ammazzato
ma per fortuna, a questa cosa, posso ancor porre rimedio.
Devo solo realizzare, il mio ultimo progetto
e non mi serviranno conti, ne matite, ne la carta
perché per questo foro in testa, il risultato sarà perfetto
e le uniche misure che serviranno, saranno quelle della sarta.
Io non so quante persone, darebbero i sogni o la propria vita
per una lettera, per uno sbaglio, o una semplice convinzione
e qualcuno, anche se morto, maledirà me e la mia matita
qualcun altro con una penna, ne farà un libro o una canzone.
Così finisce questa storia, dell'ingegnere del Sempione
ma i minatori per pochi metri, continuarono per controllare e quando si incontrarono faccia a faccia, dopo l'ultimo colpo di piccone
capirono subito che si era sbagliato, nel pensare di sbagliare.
l'ascolto adesso. nico....molto bella, si mi piace...testo e musica...non potrei dire altrimenti....ciao
giummy67 3 months ago
@giummy67 Grazie Francesco !!! :)
Alexan1908 3 months ago
P.s. so Cartesio :D
Namenickpass 3 months ago
@Namenickpass Ahahahahah Grazie !!!
Alexan1908 3 months ago