Il metano e l'Italia: la regione Marche in ginocchio

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Uploaded by on Dec 12, 2011

Deposito di stoccaggio a San Benedetto del Tronto, rigassificatori al Conero, elettrodotto Fano-Teramo che taglia in due la regione: le Marche nell'occhio del ciclone

Una tavolata informativa di liberi cittadini ed esperti si è riunita domenica 11 dicembre 2011 a Monteprandone per chiarire il futuro di San Benedetto ma anche delle Marche. Le relazioni , molto precise e dettagliate, esposte dall'architetto Carlo Brunelli di Falconara, da Giuseppe Giorgini del Comitato Agraria e dal geologo Andrea Dignani hanno sollevato preoccupazione e indignazione nei numerosi intervenuti.
Il prossimo incontro, aperto a tutti, presso la Parrocchia Cristo Re di Porto d'Ascoli sabato 17 dicembre alle ore 15,30. E un appello per i cittadini : aprite gli occhi e difendete i Vostri diritti. Ecco quanto emerso dalle relazioni dettagliate.
IN ITALIA
Il metano? In Italia produciamo ben il 60% di energia elettrica con il metano.
Siamo al quarto posto nel mondo per l'importazione del metano, ma, se il consumo interno si è fermato negli ultimi anni a circa 83 miliardi di metri cubi l'anno, -spiega Brunelli- stiamo potenziando in tutta Italia impianti di stoccaggio del gas e gassificatori, per un totale di 230 miliardi di metri cubi, oltre il doppio del nostro fabbisogno nazionale. Con un impatto ambientale dagli effetti catastrofici. Sono inoltre previsti nuovi gasdotti che taglieranno in due l'Italia.
Perchè? Perchè , dall'Italia e a spese del suolo italiano, è possibile rifornire di gas mezza Europa , trasformando l'Italia in "base"distributiva.
Ma non finisce qui.
Nel 2005, l'Autorita per la energia elettrica e il gas ha emanato la delibera 178 per promuovere gli impianti di rigassificazione: l'investitore ha la garanzia dallo Stato dell'80% degli introiti; il che vuol dire che l'Italia- e i cittadini italiani- possono arrivare a pagare milioni e milioni di euro per "aiutare" gli investitori(tra cui il colosso Gas de France) in caso il gas rimanga invenduto.
NELLE MARCHE
San Benedetto del Tronto e Monteprandone si trovano alle prese con la imminente attivazione di un enorme deposito di stoccaggio del gas, fino a 525 milioni di metri cubi nel sottosuolo. In realtà, -spiega Giorgini-considerando che l'estensione del deposito sotterraneo può essere di 87 kmq, e che l'inquinamento può arrivare ben più lontano, la zona tristemente interessata è molto più vasta. Si interroga il pubblico: e il turismo, l'impatto ambientale, la salute dei cittadini? Tutto può essere compromesso. Occorre muoversi in fretta , e partecipare come cittadini consapevoli, dice Brunelli. Il nuovo benvenuto a chi esce dall'autostrada A14 a San Benedetto? Sarebbe una torcia alta 32 metri che brucia gli scarti del metano.
Le cittadinanze di Ancona , Porto Recanati e limitrofi si trovano invece alle prese con due rigassificatori che verrebbero piazzati in mare proprio davanti alle due città.
Cosa è un rigassificatore? E' una nave enorme, alta come un palazzo di 12 piani e grande come 3 campi di calcio, che contiene metano liquido a -160°C, e che si connette e lo scarica nel gasdotto dopo averlo scaldato con milioni di litri di acqua del mare. Il contenuto di un rigassificatore equivale a 55 bombe di Hiroshima; ciò che è certo è che, a causa del devastante impatto con l'Adriatico, per la economia marchigiana la pesca nel nostro mare sia destinata a soccombere.
Dice Brunelli: "Le Marche sono un paradiso. Stanno per essere devastate. Si stanno formando comitati di cittadini per protestare, io mi appello a tutti: mettiamoci insieme per salvare il nostro territorio" . Un'altra questione è l'elettrodotto Fano-Teramo: energia elettrica e gas metano in Italia vanno di pari passo, e questo elettrodotto spaccherà in due, longitudinalmente, la zona appenninica marchigiana. "Solo l'informazione può salvarci"aggiungono gli intervenuti "i cittadini non sono informati di quanto sta succedendo"

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