Questo recital propone una serie di canti anarchici diffusisi tra fine Ottocento e primo Novecento, arrangiati per l'arpa celtica, introdotti e cantati da Francesco Benozzo. Un piccolo viaggio nella ricca e poco nota tradizione libertaria del canto popolare, per riscoprire le radici (non politiche, non banali, non fraintendibili) del grande anelito alla libertà del repertorio orale italiano. Un'occasione di riflessione a partire dalla musica dei popoli, e dalla sua «convinzione assolutamente irresistibile che ciò che la tradizione conserva sia proprio il mezzo per ottenere vita e felicità» (Albert Lord, Il cantore di storie).
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