Heinz Mariacher, il fuoriclasse della rivoluzione dell'arrampicata moderna, lo definì "l'unico vero alpinista, quello che arrampica per se stesso solamente, uno sciamano alla stregua del Don Juan dei libri di Castaneda." Insomma, a distanza di 14 anni dalla morte di Vito Plumari, forse più conosciuto come il Vecchiaccio, la sua figura è entrata oramai nella leggenda dell'alpinismo. Sicuramente una parte del merito è di Pierluigi Bini, che ha saputo tramandare vicende e racconti del suo "quasi padre adottivo".
Per una serie di vicende particolari, come d'altronde tutta la sua vita, Plumari deceduto nel 1996 è stato inumato solamente nel 2006 durante una commemorazione in cui l'emozione si è ben presto trasformata in una festa del ricordo, della persona, e della sua eredità umana. E' strano come una persona "particolare" come Plumari sia entrata nel vissuto e nel presente anche di chi non lo hai mai conosciuto. Sarà che le sue vicende sono quelle che ogni adolescente vorrebbe vivere dal momento in cui comincia ad assaporare l'avventura dopo aver letto ne "L'isola del Tesoro" di Jim e del pirata Long John Silver: sono le storie corsare di chi guidato dalla voglia di vivere e di libertà riesce a spremere il meglio della vita senza mai tradire se stesso.
Il cortometraggio "Lo Sciamano della Montagna" è stato proiettato in pubblico solamente un paio di volte: è quindi con piacere che lo pubblico sul web, nella speranza che possa essere visto da quante più persone possibili. Sarà un nuovo modo per ricordare e raccontare di Vito Plumari alle nuove generazioni. Buona Visione!
non ho avuto la fortuna di conoscerlo ma mi sento molto vicino a questo appassionato di arrampicata e alpinismo.
con affetto.
filippo
solitarywolf61 1 year ago
Unica la musica suonata paesanamente
Salutami Mauro
Massimodem 1 year ago
Commemorare ed onorare sempre un uomo della Montagna! Grazie! - Marina -
marmasluna 1 year ago
è stata una giornata ricordativa in onore di Vito. Grazie
TreChiodi 1 year ago