L'altro giorno a Mira (VE) mio paese di nascita, vedo 'sto cancello aperto ed entro abusivo in una villa riadattata a hotel, dove non ero mai stato: giro un po' e a un certo punto arriva 'sto scatoletto lungo e largo mezzo metro e alto 25 cm che fa su e giù nel prato e nei vialetti, tutto per conto suo - l'ho anche filmato, un robot da giardino che però non ho capito a che servisse: non rasava, non raccoglieva foglie, sbatteva solo avanti e indietro cambiando direzione di continuo: pareva sperduto - la solitudine delle macchine gettate nel mondo umano come meri servi disanimati; insomma, m'ha fatto quasi pena. Son venuto via lasciandolo vagare - senza senso. "Robot" viene dal russo "rabota" = lavoro, che a sua volta viene da "raba" = servo: la catena letteralmente si chiude. (La musica e i rumori che si sentono son tutti dal vivo.)
Karel Čapek (Praga 1890-1938): nel suo lavoro + famoso, il dramma in 3 atti Rossum's Universal Robots (1920), c'è x la 1a volta la parola robot (dal ceco robota=lavoro duro/forzato), inventata e suggeritagli dal fratello. I suoi non sono automi meccanici, ma esseri costruiti producendo e assemblando artificialmente le diverse parti del corpo - in una società basata sul lavoro dei robot semi-umani e senz'anima, che si ribellano e schiacciano gli uomini: alla fine scoprono l'amore e i sentimenti!
0pus 8 months ago