"...e non lo sai che le onde del mare sono più belle d'inverno..."
quella notte si udirono voci fino a tardi
anche quando i gechi ormai dormivano
la cena del dormire fu servita in ritardo
il vento lavorava la finestra che curvandosi decise di proteggerci
e decisi di coprirti perchè pensavo avessi freddo
quando mi chiamò Io per decidere cosa fare di te
il cammino fu lungo e piacevole
un posto che conoscevo bene
Io parlò subito:
"Vendetta piange perdono.
Perdono non accetta.
Vitreo chiaro limpido verde sorriso.
Pallida visione in uno sguardo fuggita.
Da lunghe stanze senza porte
separate nella loro unicità
che parlano da ceche finestre
di strani sogni reali
accaduti in altre lontane stanze."
Ed io risposi:
"Ieri sarà il giorno in cui sarò:
Quando i miei occhi mi divoreranno:
Affogherò nelle mie lacrime:
Chiuderò gli occhi:
E finalmente sarò un pesce."
Feci tesoro della conversazione con Io.
Il sentiero percorso mi riportò indietro.
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