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Essere Serve

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Uploaded by on Oct 16, 2008

Essere Serve
[26.11.2004 - registrazione effettuata a Roma nell'ambito della rassegna ubusettete]

Essere Serve
da Jean Genet
adattmento e regia: Fabio Massimo Franceschelli

interpretazione: Anna Maria Sechi - Alessandro Margari

www.figlidihamm.org

Solange e Claire sono le serve che abitano in noi, nelle fantasiose dimensioni private e poi pubbliche - in cui ci mimetizziamo, dove insceniamo un teatrino di gesti e battute per cercare un finale risolutivo che però non viene mai, un' illusione di essere-non essere che a lungo andare svuota, denuda, sconfigge.

Solange e Claire cercano ciò che non hanno (o che forse hanno ma non sanno riconoscere), e questa stressante e impossibile ricerca che si manifesta nella reiterata finzione, le consuma acidamente: più imitano più si confondono, più l'odio sgocciola in un rancore reciproco, una verso l'altra, ognuna verso sé stessa.
È così che ogni sera, un po' per volta, le due serve si mangiano l'anima, perché la nemica (la Signora) le ha permeate, si sono lasciate plasmare dai suoi gesti e così, perdendola nel reale, la animano nel non reale, la fanno vivere in se stesse e in se stesse distruggendosi - la distruggono.
Queste serve sono dei mostri proprio come noi quando sogniamo dessere questa o quellaltra cosa, dei mostri che ci permettono, come dice Genet stesso: "di vederci come non sapremmo o non oseremmo vederci o immaginarci e tuttavia quali sappiamo di essere!"

Un attore e una attrice di fronte a tre personaggi femminili. Una sfida impossibile se si vuole restare fedeli ai dettami del naturalismo, ma Le Serve ha in sé quel bagaglio, quella potenzialità di simboli, di prospettive, di rimandi, che trascende i limiti contingenti e spinge il dramma verso luniversale, ovvero verso la tragedia.
Ciò che è naturale e scontato per una rappresentazione teatrale, il mezzo stesso della rappresentazione, cioè imitare, fingere, recitare, acquista in questo lavoro un senso e un ruolo disarmante: non si imita per dire altro ma imitare è già atto altro; il personaggio si fa da parte e in scena cè solo lattrice (o lattore). Il mezzo è il messaggio: imita! Lattore imita la serva che imita la padrona che imita felicità

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