18 Maggio 2008 ore
David Binney, sassofonista e compositore, è da diversi anni uno dei musicisti più interessanti e originali attivi sulla scena jazz USA. Strumentista in possesso di ragguardevoli mezzi tecnici e improvvisatore di notevole competenza lessicale in molti stili del jazz moderno, Binney si è contraddistinto sin dagli esordi per l'originalità connaturata al proprio stile, caratterizzato da un approccio capace di rileggere la lezione dei maestri, nel suo caso in primis Shorter e Coleman, sfuggendo con grande naturalezza qualsiasi approccio didascalico o meramente ripropositivo, e riuscendo a mettere a punto una propria sintesi che riluce di una poetica personale e distintiva. Di questo mondo sonoro è parte integrale la composizione, in particolare attraverso un compiuto utilizzo di forme complesse che lasciano tuttavia grande spazio ad esplorazioni improvvisative di ampio respiro espressivo. Il suo gruppo comprende il pianista e tastierista Craig Taborn, uno dei più richiesti strumentisti dell'attuale scena del jazz moderno di New York, che ha collaborato tra gli altri con James Carter, Roscoe Mitchell e Chris Potter, e da una ritmica di fuoriclasse formata da due tra i più quotati esponenti dei rispettivi strumenti sulla scena jazz mondiale, ovvero il poderoso contrabbassista Scott Colley, già collaboratore tra gli altri di Chris Potter, Jim Hall e Ravi Coltrane, e lo straordinario Brian Blade alla batteria, che ha suonato tra gli altri con Wayne Shorter, Kenny Garrett e Joshua Redman.
I love playing with as much serenity Brian.
grooveman84 4 months ago
2:38 - 2:45 One of the coolest phrases Brian has ever played.
break05 1 year ago
No offense at all, but I really have to disagree - I hear so much from Blade that portains directly to the sax solo AND the progression of the tune - and he's still able to play out. Plus, his ability to raise the bar musically and technically without overshadowing the other players is phenomenal. I think maybe what you're hearing as too sparse over too busy is interpreted in my ears as a more innovative variation on eachother's sounds than I'd regularly expect, even from Brian and Binney.
pey10ab 1 year ago
But I think it's smart for Blade to stay out of the way. Solos are melodies too.
anwardrum 2 years ago
not a huge fan of the drum-sax interaction here...don't get me wrong, both binney and blade are two of my favorites but sometimes blade's sparsity doesn't mesh well with binney's massive, busy phrases...there are definitely some moments though. thanks for sharing
psudds89 2 years ago
ma cosa scrive il redattore dell'inutile presentazione a questo video? "Shorter e Coleman in primis"? (e Coleman chi? Orn o Steve)ma proprio o quasi per niente! le influenze più evidenti, a mio modesto parere, anche in base ad altri ascolti di Binney, sono nella traccia "bianconera" che è stata delineata da musici come il Konitz - e the Tristano school- e il Braxton. di Shorter c'è forse la "rarefattezza" del tema, ma il solo è prolisso e poco "amazing", Binney ha fatto senz'altro di meglio.
jazoff0 2 years ago
simply toooo amazing
enjoyshanjoi 3 years ago
spaziali, purtoppo un video non può rendere neanche un centesimo del suono di questa band dal vivo, e Brian Blade è il batterista più emozionante mai esistito!grazie del post
DaviPentax 3 years ago
Do you have more of this concert?
takauya 3 years ago