Ildebrando Pizzetti (1880 - 1968)
Fedra (1909 - 1912)
Tragedia in tre atti di Gabriele D'Annunzio
ATTO TERZO - Racconto di Eurito d'Ilaco
EURITO: Il cavallo tenuto era dagli uomini a piè dell'argine, affinchè presente fosse nel rito... Era cinghiato già e immorsato col morso duro... Ippolito scese a guardarlo e lo palpò sul collo; non disse verbo. Taciturno e crudo era, come in corruccio. Quando all'ara fu tratto toro bianco per l'offerta il cavallo a ombrò... Mugghiava il toro, e il cavallo annitrì verso quel mugghio. Nell'ombra d'una nuvola fuggiasca, sbuffando a capo chino si guatarono dalla rotondità dei lor crudeli cocchi sporgenti. Nè volea morire toro. Quando Forba i peli svelse di su la fronte e li gittò nel fuoco, e il salso orzo con essi, il furibondo sbalzò traendo ne gli sbalzi gli uomini che impugnato l'aveano per le corna, così che Forba con la scure al primo colpo non l'abbattè ma sol l'incise su la collottola, e, iterando i colpi nell'orror del presagio, il sangue fumido sprizzava intorno. Gridò Forba: "Ricusa l'Ippio l'offerta. L'arderemo noi?"... Ippolito gridò: "Ardila a Fobo!" E s'udiva il cupo ululo dei cani. E s'udiva il cavallo giù rispondere col lungo ringhio al rantolo del toro. Tacquero intorno, splendidi di sangue, d'irsuto pino incoronati, gli uomini. Ippolito insensibile era volto verso il Mare, ove i rapidi flagelli d'Euro un innumerevole galoppo di criniere schiumanti ricacciavano al lido, già scendendo dall'opposta china del cielo verso il gorgo esperio il rosso carro del Titano Sole. Io non vedeva in lui alcuna cosa che si potesse credere mortale. Pur dissi: "E' tardi. Non tentar la prova oddi, o Teseide." Immerso era in un'ombra di sogno e non si mosse. Arpalo disse: "E' tardi. Scingerò dunque il cavallo." "Arpalo sì" rispose egli volgendosi con un subito riso. E niun di noi veduto avealo mai così divino. Raccolte le due redeini nel pugno e alquanto di criniera, con un balzo di lince egli fu sopra. Cedè le redini; e il cavallo facile partì di passo, seguitò la pesta sul destro lato, andò fino alla stoa... Ma di dietro la stoa, su dai canili ulularono come di sotterra i molossi... Il cavallo paventò. Girò stretta la mèta. Giunto al varco d'egresso, con un lancio obliquo, come di volo, trasse fuori dell'Ippodromo il cavaliere. E incominciò la lotta.
CORO: Prosegui, Eurito. Su prosegui. Narra. Non t'arrestare. E incominciò la lotta...
EURITO: Fu sul lido, al frangente. Parvea un tratto che l'assillo pungesse lo stallone. Parve un tratto converso dall'Asfalio in ippocampo dai palmati zoccoli, e il cavaliere un figlio d'Oceanide, crinito anch'egli e turgido di muscoli guizzanti e pieno il petto del perpetuo anelito marino. E tra la polvere salsa che tremolava d'oro occiduo la bestia e il dio, fatti una doppia forza e una bellezza sola e una criniera sola e contra l'Ignoto un sol furore, erti e sospesi stettero su l'ombra lunga che il lor viluppo protendea nel Mare. E udimmo acuti stridi d'aquila scendere dalla rupe d'Afrodite. Ma vinse il cavaliere, o forse parve; che l'ippocampo giù ricadde e, come se lo volgesse il freno, galoppò verso il bosco d'Artemide Saronia. "Dea! Dea!" gridò l'Efebo. Con un orrido ringhio Arione là, contro la rupe sbattendo, franse a Ippolito il ginocchio e nello scrollo il corpo nudo scosse là sopra il masso dove siedi, Teseo. E smosse con le froge il semivivo, nell'ombra lo fiutò; di bava intriso l'addentò per il ventre, gli sbranò gli inguini. Poi, per quegli scogli fumido lontanò come un turbine sul Mare.
Thank you very much for this post in which it appears we are hearing the great Nicola Rossi Lemeni. Might you post the text to this scena?
opertutto 2 months ago
@opertutto Grazie a te. Ho messo il testo della scena nei dettagli del video!
alessandroschaunard 1 month ago