Il desiderio di Giovanni Sicuranza
È un richiamo di sapori che da tempo urla ai suoi sensi.
Sa che è laggiù, seppellito. Ne ritrova l'odore in piena ogni volta che si avvicina.
Ha già tentato di raggiungerlo oltre il buio, nelle vane attese lo ha persino chiamato, anche se non sa cosa sia.
Semplicemente, lo vuole.
Ora è pronto. Ha sparso indifferenza fino a quando l'altro non è uscito. L'altro che gli ha sempre negato quel luogo dove l'odore diventa desiderio.
Cauto, scende. Lungo il silenzio avvolto di penombre, il suo sguardo è fremito di attese.
Ed eccolo, il desiderio. Eccolo che si muove, piano.
Un invito da cui scivolano odori affollati di piacere.
Esita solo un istante, gli occhi rotondi di appagamento, poi scatta. Sapori e carne diventano ondate che travolgono ogni sensazione.
Improvvisa, la luce.
In un balzo tenta di rifugiarsi nelle ombre superstiti, ma l'altro è già arrivato.
- Lele è sceso in cantina. Ha trovato il salame!
È tardi per la fuga e comunque la preda è già a terra, un pezzo di corda che si prolunga come la coda appassita di un topo, l'altro che ancora scodinzola dalla trave del soffitto.
L'uomo si avvicina, veloce, con versi di rabbia.
Lui non ha mai attaccato nessuno, ma la sua conquista è sfida oltre ogni ruolo tribale.
Il salame inerte tra le zampe, gli occhi dilatati sull'uomo, il gatto aspetta.
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