Video illustrativo della citta' di Sebenico, in Dalmazia. A cura dell'Associazione amici e discendenti degli esuli Giuliani Istriani Fiumani Dalmati ADES - Dal cd "L'Italia oltre adriatico - da Veglia a Cattaro" di Alessandro Marco FUSCO
SEBENICO
Città della Dalmazia settentrionale, sul lato orientale del vallone omonimo percorso dal corso inferiore del fiume Cherca. L'ingresso al vallone avviene attraverso lo stretto Canale di S. Antonio. La città è situata su una piattaforma di fronte all'ingresso del vallone. Dal 1412 si diede alla Repubblica Veneta, rimanendovi parte fino al 1797. Con i veneziani, la città era difesa dal castello che la dominava dal colle di San Michele e dal quale scendevano le mura che la chiudevano, oggi scomparse. L'aumento delle gittate delle artiglierie, spinse i veneziani a rafforzare il vecchio castello già nel 1448, e a trasformarlo via via, fino al '600, nelle attuali forme di forte bastionato chiamato Sant'Anna. Nel 1646 vennero costruiti il forte San Giovanni e il forte Barone (oggi Subicevac). Verso il mare, a controllare l'ingresso al canale di Sant'Antonio che immette nel porto, è ancora il cinquecentesco forte di San Nicolò, del Sanmicheli, le cui forme e concezioni, rimandano immediatamente al forte di Sant'Andrea a Venezia. La città vecchia raggruppata a scaglioni attorno al suo vecchio castello è disposta a gradinata, per cui venne detta anche "piccola Genova"; è un dedalo di strette calli. E' da visitare la Piazza dei Signori, in stile veneto con la Loggia Grande, portata a termine nel 1542, con accanto la Loggia Piccola e il Palazzo del Conte. Il monumento principale è la maestosa la Cattedrale di San Giacomo, l'esempio architettonico rinascimentale più bello di tutta la Dalmazia, la cui paternità è di Giorgio Orsini detto il Dalmatico. Di stile gotico, è costituita da tre navate. Uniche al mondo, le 71 espressive testoline scolpite con i volti dei sebenzani che Orsini fissò alle pareti esterne delle absidi; bellissimo il battistero interno alla chiesa decorato con bassorilievi, sculture e capitelli musicali. Che sono una meraviglia: ciascuna delle otto foglie scolpite che li adorna emette una nota cosicché, toccandole in sequenza tutte e otto, si suona l'intera scala. Un'altra chiesa interessante è quella di S. Giovanni. Dalla Fortezza di S. Michele si gode vista notevole.
Sebenìco fu patria dello scrittore e patriota Niccolò Tommaseo e venne retta fino a fine Ottocento da una amministrazione italiana. Dopo la Prima guerra mondiale fu occupata dalle truppe italiane in forza del Patto di Londra, ma nel Trattato di Rapallo fu ceduta alla Jugoslavia e consegnata il 13 giugno 1922. Nel 1941, durante la seconda guerra mondiale, venne riannessa all'Italia.
Il Parco nazionale della Cherca. Vicino a Sebenico, sulla strada per Tenìn, merita attenzione il Parco Nazionale della Cherca. Il parco, esteso per 111 kmq, si snoda lungo il corso del fiume Cherca (o Tizio), il quale nascendo nelle altitudini impervie delle Alpi Dinariche, giunge a valle formando un ampio bacino tra i monti. Una porzione del parco comprende anche la parte finale del fiume Cicola, fino alla sua affluenza nella Cherca. Risalendo il corso del fiume, si incontrano sette serie di cascate, tra cui la più bella è quella più vicina al mare (la Grande cascata di Scardona). Dal fiume emergono l'isolotto di Pietra Arida con un antico convento francescano, e sulla riva, più a monte, sorge il monastero ortodosso di Sant'Arcangelo.
L'arcipelago di Sebenico. È costituito da numerose isole, isolette e scogli, compresi tra l'arcipelago delle Incoronate e Punta Planca. Ne fanno parte le isole di Morter e di Crappano.
Mortero è l'isola più grande dell'arcipelago ed è collegata alla terraferma da un ponte di 40 m nell'abitato di Stretto il cui centro storico è situato nell'isola, ma l'abitato si estende anche sulla terraferma al di là del ponte. Da vedere la chiesa di S. Spirito del Cinquecento e la svettante torre campanaria. Dall'altra parte dell'isola giace il tranquillo paese di Mortero che sorge nei pressi dell'antico abitato romano di Colentum; da visitare la chiesetta di San Rocco. Le altre isole sono Zuri, Slarino e Capri (molto più piccola dell'omonima isola napoletana) con le caratteristiche coste frastagliate.
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bastardi. sebenico e croato. lo so io. perche io sono l' unico italiano a sebenico
pizzi1994 3 years ago
Attualmente di italiani, non c'e' ne sono tanti, ma questo non vuol dire che tu, ammesso che sia veramente italiano, sia l'unico.
E poi calma con le parole.
AMF
amfdvx 3 years ago
Sebenìco fu patria dello scrittore e patriota Niccolò Tommaseo e venne retta fino a fine Ottocento da una amministrazione italiana. Dopo la Prima guerra mondiale fu occupata dalle truppe italiane in forza del Patto di Londra, ma nel Trattato di Rapallo fu ceduta alla Jugoslavia e consegnata il 13 giugno 1922.
amfdvx 3 years ago