Il Papa in visita al carcere di Rebibbia: il Papa risponde alle domande dei detenuti. 1a parte

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Uploaded by on Dec 18, 2011

18 dicembre 2011
Rocco, Omar, Alberto, Federico

Domanda 4
Santità, sono Federico, parlo a nome dei persone detenute
del G14, che è il reparto infermeria.
Cosa possono chiedere degli uomini detenuti, malati e sieropositivi
al Papa? Al nostro Papa, già gravato dal peso di tutte le sofferenze
del mondo, chiedono che preghi per loro? Che li perdoni? Che li tenga
presente nel suo grande cuore? Sì, noi questo vorremmo chiedere,
ma soprattutto che portasse la nostra voce dove non viene sentita.
Siamo assenti dalle nostre famiglie, ma non nella vita, siamo caduti
e nelle nostre cadute abbiamo fatto del male ad altri, ma ci stiamo rialzando.
Troppo poco si parla di noi, spesso in modo così feroce come a volerci
eliminare dalla società. Questo ci fa sentire sub-umani. Lei è il Papa di tutti
e noi la preghiamo di fare in modo che non ci venga strappata la dignità,
insieme alla libertà. Perché non sia più dato per scontato che recluso voglia
dire escluso per sempre. La sua presenza è per noi un onore grandissimo!
I nostri più cari auguri per il Santo Natale, a tutti.

Risposta 4
Si, mi ha detto parole veramente memorabili, siamo caduti, ma siamo qui
per rialzarci. Questo è importante, questo coraggio di rialzarsi, di andare
avanti con l'aiuto del Signore e con l'aiuto di tutti gli amici. Lei ha anche
detto che si parla in modo feroce di voi, purtroppo è vero, ma vorrei dire non
solo questo, ci sono anche altri che parlano bene di voi e pensano di voi.
Io penso alla mia piccola famiglia papale, sono circondato da 4 suore laiche
e parliamo spesso di questo problema, loro hanno amici in diverse carceri,
riceviamo anche doni da loro e diamo da parte nostra il nostro dono, quindi
questa realtà è in modo molto positivo presente nella mia famiglia e penso
in tante altre. Dobbiamo sopportare che alcuni parlano in modo feroce,
parlano in modo feroce anche contro il Papa e tuttavia andiamo avanti.
Mi sembra importante incoraggiare tutti che pensino bene, che abbiano
il senso delle vostre sofferenze, abbiano il senso di aiutare nel processo
di rialzamento e diciamo che io farò il mio per invitare tutti a pensare
in questo modo giusto, non in modo dispregiativo, ma in modo umano,
pensando che ognuno può cadere, ma Dio vuole che tutti arrivino da Lui,
e noi dobbiamo cooperare con lo Spirito di fraternità e di riconoscimento
anche della propria fragilità, perché possano realmente rialzarsi e andare
avanti con dignità e trovare sempre rispettata la propria dignità, perché
cresca, e possano così anche trovare gioia nella vita, perché la vita
ci è donata dal Signore e con una sua idea. E se riconosciamo questa idea
di Dio che è con noi, anche i passi oscuri hanno il loro senso per darci più
la riconoscenza di noi stessi, per aiutare e diventare più noi stessi, più figli
di Dio e così e realmente essere felici di essere uomini, perché creati da Dio
anche in diverse condizioni difficili. Il Signore vi aiuterà e noi siamo vicini a voi.

http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/articolo.asp?c=547385

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