IMOLA NO FUCINA

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Uploaded by on Nov 9, 2011

La Fucina "cucinerà" il funerale del centro storico


" Non vi è stata nessuna autorizzazione e i lavori non sono partiti" dice Bondi, ma intanto la Cesi ha già comprato i terreni sui quali sorgono anche alcune abitazioni, investendo milioni di euro. La società Sunny Village , controllata dalla Cesi, ha tutto l'interesse che il progetto prosegua altrimenti come farà a recuperare i tanti soldi già spesi?
Ma più il tempo passa più le polemiche continuano ad aumentare. L'ultima riguarda proprio la volontà di affiancare ai negozi e alla multisala 2500 metri di supermercato per prodotti alimentari. L'ennesimo supermercato? Ma, secondo voi a Imola, c'è bisogno di un altro supermercato? Siamo la città con il magtgior numero di ipermercati (tre ai quali si aggiungerebbe La Fucina) oltre a un numero considerevole di supermercati di zona. E poi è possibile credere che in questo periodo di crisi le persone avranno le possibilità economiche da spendere in negozi e supermercati? La realtà è che La Fucina farebbe morire definitivamente il commercio in centro storico togliendo un servizio importante ai residenti, in gran parte anziani, e celebrando il suo "quasi" funerale perché la chiusura delle serrande porta inevitabilmente la gente a non andare in quello che dovrebbe essere il "cuore" della città. Perfino Ascom, Confeserrcenti, vicine all'amministrazione comunale, e Cna.com stavolta si sono sonoramente arrabbiate. I promotori della Fucina si sono subito preoccupati di proporre un accordo di perequazione per risarcire i commercianti. Ma perchè risarcire i commercianti e dare soldi al centro? Forse perché sanno benissimo che il centro storico ne sarà danneggiato? Intanto, mentre l'assessore all'urbanistica Andrea Bondi afferma che in centro ci sono più attività serali rispetto a qualche anno fa (non per merito della giunta, ma per il coraggio di alcuni giovani esercenti), dall'inizio del 2011 hanno chiuso dodici negozi
Non dobbiamo poi dimenticare che essendo così vicino all'autostrada "La Fucina, sarà raggiungile solo attraverso l'automobile e nel progetto non è prevista nessun tipo di pista ciclabile. Si contribuirà, pertanto, all'aumento di gas inquinanti prodotti dalle auto e all'aumento di traffico in una strada già abbastanza affollata in certi orari di punta che è la via Selice.
Infine, i promotori del progetto, non hanno per niente tenuto in considerazione le esigenze degli attuali residenti che abitano vicino alla zona in cui dovrà sorgere il centro commerciale. Come si vede dall'intervista fatta dagli Amici di Grillo di Imola che sta girando su internet, i residenti lamentano non solo la cementificazione di vaste aree di terreno vicino ai propri campi, ma anche ostacoli nella viabilità per raggiungere la propria abitazione: uno di essi infatti, per entrare ed uscire dalla strada che collega la Selice a casa propria, dovrà passare dal parcheggio della Fucina.
Pertanto, piuttosto che continuare a stendere colate di cemento non si potrebbe pensare di recuperare magazzini dismessi delle varie società cadute in crisi in questo periodo? Ad esempio, poco lontano dai terreni in cui dovrà sorgere il centro della Fucina ci sono gli stabilimenti vuoti della CNH, chissà se il comune o la Cesi avranno pari introiti a recuperarli?

Category:

Nonprofits & Activism

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