Nel 1999, Rachele barbaccia conosce l'artista e critico d'arte Francesco Carbone.
Da questo contatto fecondo nacque uno studio pittorico che si trasformerà in video-pittura e performance, realizzata in seguito presso gli spazi espositivi dei AI CANDELAI PUB, sito a Palermo.
Fondamentale la collaborazione con il poeta Camillo Amamlfi e il musicista Lino Costa che hanno realizzato la performance sonora in estempora alle proiezioni.
Francesco Carbone ha curato il percorso progettuale che ha espresso cosi:
"Taluni lavori prodotti nel campo delle arti visive, si basano ancora sulla ricerca di tipologie ottiche e mentali, usando strategie di analisi e di destrutturazione dell'arte, come l'arte concettuale che definisce in modo nuovo l'antropologia dell'arte, riportandola ai suoi processi mentali e ai suoi originari concetti informativi.
È questo il caso di Rachele Barbaccia, la quale, ipotizzando il 'caos ordinato e l'ordine caotico', definisce tale ricerca 'dinamica e automatica dell'impulso vitale'.
L'impulso vitale si rivela come indicazione di un percorso concettuale, appunto che si fa manifestazione di un diagramma nel quale caos e ordine e i loro segni diventano metalinguaggio e ontologia di se stessi, mentre il colore si addensa di una particolare semanticità divaricata sul primitivo ed eterno dualismo 'ordine e caos'."
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