SINOSSI:
Ci sono due, su una panchina, che si dicono... Ci sono due, su una panchina, che cercano di...
Insomma, ci sono due persone che vivono sulla stessa panchina. Sono forti, sono deboli, sono uniti perché non riescono a farne a meno, sono sperati.
Tutto ciò che li circonda cambia, li accoglie, li respinge, si disinteressa a loro, li illude e li frastorna. Un mondo fiabesco e terribile, dove la comunicazione non è mai un segno chiaro, se non nella paura e nel bisogno.
E loro, nel tempo che scorre, rimangono sulla panchina.
NOTE:
Un tentativo di imparare da Beckett, dai suoi strumenti e dalle sue invenzioni. Una ricerca, nel suo lavoro, dell'inconsistenza che ci circonda. Gesti come animali, e parole come conati di scuse e perdoni, quando non siamo più noi.
Un lavoro ardito che si confronta con un maestro per 'tradirlo'. Ricercando negli interstizi delle sue opere la possibilità della parola.
Un primo passo alla scoperta di un nuovo alfabeto che, per ora, osa vivere di sole vocali.
Link to this comment:
All Comments (0)