Con il provvedimento firmato da Romano Prodi, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 aprile 2008 n°90, il Segreto di Stato è stato esteso (con l'assordante SILENZIO di tutti i mass media) agli impianti civili di produzione dell'energia. La costruzione di una centrale nucleare o del deposito di scorie potrà quindi essere coperta dal segreto di Stato e nessun cittadino avrà legalmente diritto di sapere cosa accade dietro le aree recintate. Molto probabilmente sarà realizzato in strutture militari già esistenti oppure in strutture dello Stato.
http://www.ecoage.it/segreto-di-stato-per-il-deposito-di-scorie-nucleari...
"In relazione ai luoghi coperti dal segreto di Stato le amministrazioni non sono tenute agli obblighi di cominicazione verso le ASL ed il Corpo NAzionale dei Vigili del Fuoco a cui hanno comunque, facoltà di rivolgersi per ausilio o consultazione".
In altre parole che non sarà possibile conoscere e produrre dati su mortalità et similia per le zone in cui insisteranno impianti di produzione di energia, compresi gli inceneritori, inoltre non sarà possibile campionare l'area.
http://blog.libero.it/joiyce/7138020.html
Mini centrali?
I reattori Iris sono una tecnologia sperimentale che gioca, fra gli altri punti, su una riduzione di dimensioni e potenza energetica prodotta. Insomma, un mini-nucleare, che necessita di meno acqua e minor regole di sicurezza da rispettare. Semplificato risulterebbe anche l'iter di individuazione dei siti idonei, sveltendo così tutte le pratiche. Inoltre, al contrario del nucleare classico, i mini-reattori ben si adatterebbero a reti di trasmissione elettrica di medie dimensioni.
http://www.greenstyle.it/nucleare-pronto-il-piano-b-del-governo-i-mini-r...
PS: Votare al referendum è importante (anche se non ci ascoltano come col rimborso dei partiti trasformati in rimbrosi eletterolai)! Qualora il referendum non avesse raggiunto il quroum queste sono le località dove sarebbero state disposte le centrali:
http://letteraviola.it/2011/06/ecco-i-primi-15-siti-che-ospiteranno-cent...
Poi siccome siamo una colonia militarmente occupata con qualcosa come 120 basi americane
http://www.cpeurasia.eu/cms/wp-content/uploads/yapb_cache/malata.6ts4pbn...
che contengono 90 testate nucleari...
Ognuno di questi ordigni ha una capacità distruttiva fino a quindici volte quella di Hiroshima e messi insieme avrebbero la capacità di disintegrare in pochi attimi la vecchia Europa. Ben «480 bombe nucleari sono dislocate in otto basi aeree in sei Paesi europei della Nato: 150 in Germania, 110 in Gran Bretagna, 90 in Italia, 90 in Turchia, 20 in Belgio e 20 in Olanda». "Il presidente degli Stati Uniti, Obama, può decidere l'impiego delle armi nucleari senza il permesso italiano", commenta Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia.
La guerra atomica è, allo stato dei fatti, una minaccia reale. E i piloti statunitensi possono decollare con armamenti atomici dalla basi italiane senza che sia necessaria alcuna decisione del nostro governo.
Tale strategia, consistente nel «prevenire i conflitti» tenendo gli altri sotto mira con le proprie armi nucleari, fa propria la "Direttiva 60" promulgata nel 1997 dal presidente Clinton: essa stabilisce che «le armi nucleari non solo continuano a essere puntate su Russia e Cina, ma possono essere usate contro stati-canaglia e contro soggetti non-statali che minaccino gli Stati Uniti, le loro truppe all'estero e i loro alleati con armi di distruzione di massa, anche non nucleari».
Gli ignari cittadini sono forse esposti a rischi? Come documentano i rapporti dell'U.S. Air Force, «vi sono crescenti problemi di sicurezza relativi alla conservazione di queste armi». L'aeronautica militare americana ammonisce che «la normale procedura può comportare il rischio di esplosioni nucleari accidentali se un fulmine, ad esempio, colpisse gli ordigni del tipo B61».
Come mai la situazione viene celata ai cittadini italiani che, nel 1987 con un referendum hanno espresso un rifiuto netto del nucleare? "L'Italia è un Paese a sovranità limitata", argomenta l'ammiraglio (in pensione) Falco Accame,
La Corte di Cassazione stabilisce che la magistratura italiana (i cittadini italiani) non ha voce in capitolo sugli ordigni nucleari presenti nel nostro territorio. Agli Stati Uniti deve essere pertanto riconosciuta -- come previsto dal trattato Nato firmato a Londra nel giugno 1951 e ratificato dall'Italia nel 1955 -- l'immunità statale che non «trova deroga» nemmeno 'in presenza di attività idonee a ledere o porre in pericolo di vita l'incolumità o la salute dei cittadini dello stato ospitante' la base straniera».
http://www.ivanceci.it/2011/02/12/atomiche-in-italia-ancora-90-testate-n...
Notare come le centrali sarebbero state costruite quasi tutte in riva al mare.
Visto che la gestione delle scorie è affidata alla mafia, loro buttano tutto in mare...
Ryuzakero 7 months ago