...e vengono invece derisi e presi in giro dal Rettore e dal Senato Accademico di Torino, che poi convergono nel non riconoscere uno dei due candidati espressi (con elezioni a cui ha partecipato la maggioranza assoluta degli aventi diritto) dai ricercatori (43% del corpo docente dell'ateneo), ma nel nominare un ricercatore di medicina che non ha voluto candidarsi alle elezioni dei ricercatori (avra' magari avuto sentore di una possibile corsia preferenziale "all'italiana" dell'appoggio in CdA, senza necessita' di doversi confrontare con altri candidati in libere elezioni?)
Si spengono le speranze di un'universita' diversa?
Comunque sia, oggi a Torino hanno preferito la rappresentanza di un ricercatore espresso dal rappresentante (professore ordinario) di una singola area (medicina, con 192 ricercatori, parte dei quali hanno comunque partecipato alla votazione) rispetto a quello espresso dalla maggioranza (52%) dei ricercatori (907 dell'ateneo, includendo medicina)
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