ABETITO GALEOTTA - La città delle torri cadenti

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Uploaded by on Nov 7, 2010

La canzone "La città delle torri cadenti" degli ABETITO GALEOTTA è contenuta nel disco "Bagaglio a mano". Omaggio alla stupenda città di Ascoli Piceno che, tra vari difetti e mancanze, resta una delle più belle città delle Marche. Da rilevare l' uso di strumenti popolari ascolani.
(ps. un grazie particolare alla Compagnia del Saltarello Ascolano)
Per info: www.myspace.com/abetitogaleotta www.facebook.com/abetito.galeotta

LA CITTA' DELLE TORRI CADENTI:

Non mi cercare sono lontano
corro sui resti di un ponte romano
so di sognare corro più piano
dietro le Stelle faccio cucù.

E' la città delle torri cadenti
gelosi frammenti di un tempo che fu
dove Ventidio cullato dai venti
seduto sui merli sorride lassù.

Ce veleme penzà? sogna dacce da fààà!
Che tu tiè nu tesore beneditte asculà!
Nen lu stà a recheprì se l'je state a scavàà!

Cecco, Crivelli e Licini
svegliandosi chiedono più dignità
che senza olive, Allevi e cremini
sicuramente faremmo pietà.

Salto nel cielo sopra le case
odo nell'aria cantare le fate
ora le vedo provo a ballare
ma come neve rotolo giù.

Sul travertino di un grigio severo
come gomitolo rotolo giù
non ricordavo che in questo emisfero
esser bambino non conta già più.

Nen ce pozze penzà! Che trestezza cumpààà!
Che 'stu bielle Picene lu stà a sfascià
Ma li faule no.. lasceteli stàà!

Angeli, diavoli e fiabe
sono perduti nella realtà
per ogni goccia di Storia c'è un mare
che i Sibillini conoscono già.

Tra rue e vicoli l'impossibile passerà...
troverà porto al chiostro di S.Agostino
mentre al caffè Pino concede un inchino
sotto una luna volgare l'eremo segue a brillare.

Non mi cercare sono ascolano
voglio restare sul ponte romano
per ammirare sull'altopiano
timide Stelle fare cucù.

E' la città delle torri cadenti
gelosi frammenti di un tempo che fu
dove Ventidio cullato dai venti
seduto sui merli sorride lassù.

Ce veleme penzà? Ma che ce vuò fààà!
Ma 'stu rattattù lu vuò recapà
Pievicceca mbuò, faceme demàà!

Cecco, Crivelli e Licini
svegliandosi chiedono più dignità
che senza olive, Allevi e cremini
sta papparozza nen pozze cantà.

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All Comments (2)

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  • vorrei far notare la strumentazione... popolare ascolana al 100% ! un grazie di cuore a carlo della compagnia del saltarello ascolano che si è prestato anche come seconda voce!!!

  • Semplicemente fantastica!

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