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Che fare per i clandestini in Europa? Ne parlano i Sans Papiers parigini e italiani

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Uploaded by on Jul 1, 2010

Servizio di Silvia Tagliabue.
Il 28 giugno si è tenuto un incontro a Milano tra una delegazione del movimento parigino dei Sans Papier e alcuni membri dei comitati di immigrati autorganizzati italiani. Ne è seguita una discussione molto interessante su quali sono le priorità della lotta, come perseguirle e come rapportarsi coi movimenti antirazzisti e con le lotte dei sindacati dei paesi d'accoglienza. Per gli immigrati clandestini la priorità è la regolarizzazione di tutti coloro che vivono attualmente in clandestinità. Senza questa prima conquista, tutte le altre lotte - per l'uguaglianza dei diritti e contro lo sfruttamento del lavoro, tanto più grave oggi in tempi di crisi - non sono possibili, perchè in ogni momento un clandestino può essere arrestato ed espulso.
Segue la trascrizione degli interventi.
"Interveniamo a nome del Ministero della Regolarizzazione di tutti i Sans Papiers, che raggruppa 14 collettivi di immigrati clandestini residenti nella regione parigina. Da metà luglio dell'anno scorso abbiamo occupato un edificio di 5 piani e 4500metri quadrati nell'VIII Arrondisement di Parigi. Si tratta di 3000 immigrati senza permesso di soggiorno, che organizzano mobilitazioni settimanali e talvolta anche delle manifestazioni nazionali. L'ultima iniziativa è stata una marcia che abbiamo fatto da Parigi a Nizza a cui hanno partecipato 85 sans papiers e che è durata 30 giorni.
Una delegazione di immigrati di Torino ci ha raggiunti a Cannes e si è unita alla nostra marcia fino a Nizza. Ed è per questo che adesso siamo stati invitati a Torino e Milano, per raccontare l'esperienza che abbiamo vissuto.
La marcia da Parigi a Nizza per i Sans Papier è stata organizzata in occasione del vertice franco africano indetto a Nizza per celebrare il cinquantesimo anniversario dell'indipendenza delle ex colonie francesi. L'obiettivo principale non era tanto incontrare i presidenti africani, sebbene lo slogan ufficiale fosse quello. Infatti pensiamo che non basti fare pressione sul governo francese perché conceda la regolarizzazione di tutti clandestini, ma occorre rivolgersi anche ai capi di stato africani, perché sono loro che siglano gli accordi bilaterali con la Francia e che permettono l'espulsione dei clandestini dal paese. Alla fine nessuna delegazione di sans papiers è stata ricevuta al vertice, ma quello che conta è che durante la marcia abbiamo stretto nuovi legami tra noi che lottiamo e i cittadini francesi che incontravamo.
Nonostante portiamo avanti un'occupazione da un anno, con mobilitazioni regolari ogni settimana, manifestazioni nazionali, eventi artistici e culturali che si sono svolti nell'edificio che occupiamo, non è apparsa una sola riga sui giornali francesi, né alcun passaggio sui media televisivi. C'è stato una sorta di silenzio su quello che facciamo e per questo cercavamo di fare sempre più iniziative, ma non serviva a niente. Allora abbiamo pensato di portare il nostro messaggio ai francesi direttamente, attraversando il paese a piedi. E bisogna dire che i sans papiers sono stati accolti molto bene dai francesi e quindi abbiamo ragione noi a dire: viviamo qui, restiamo qui e non ce ne andremo.
In Francia ci sono quelli che vengono chiamati criteri, ovvero possibilità di regolarizzazione attraverso il lavoro, legami familiari, parenti malati, minori soli, ma si tratta di una serie di trucchi che non fanno altro che dividere gli immigrati.
In ogni incontro col governo abbiamo rifiutato di discutere di questi criteri. Noi chiediamo la regolarizzazione di tutti i clandestini senza condizioni e senza criteri. Non significa che non miriamo a delle vittorie parziali, ma le otteniamo dicendo: bene, avete dei criteri, noi abbiamo dei compagni clandestini che corrispondono a questi criteri, regolarizzateli! E quando cambiano questi criteri, chiediamo la regolarizzazione di chi li soddisfa. Ma non trattiamo mai sui criteri, che per noi sono inaccettabili.
L'ideale sarebbe l'unione di tutti i lavoratori, per lottare contro il capitalismo, il razzismo, ma penso che oggi siamo lontani da ciò. Per il momento, la questione del permesso di soggiorno, per molti immigrati, è la cosa più urgente. E' il primo passo da fare".

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All Comments (2)

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  • @1860garibaldi o lasciarli m orir di fame a lampedusa

  • che fare con i clandestini in europa?cacciarli tutti o mandarli nei paesi dell est 1 settimana e ritornano in africa a vivere nelle loro capanne di sterco di capra a mangiare interiora di cammello con le mani

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