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Non sono l'uno per cento

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Uploaded by on Jan 11, 2011

Carrara, capitale dell'anarchismo internazionale, l'editore Alfonso Nicolazzi, il professore universitario Gigi Di Lembo, lo scultore Dominique Stroobant, lo storico Massimiliano Giorni e il tipografo Donato Landini parlano di anarchia, valori e ideali raccontando la storia del movimento dal 1984 a oggi.
Partendo dalle origini, Morabito prende in esame le principali fasi del movimento anarchico: la rivoluzione spagnola, la lotta partigiana e la fine della seconda guerra mondiale, le conquiste ottenute nel corso degli anni, fino ai movimenti no-global e ai problemi del presente: la guerra, la tutela dell'ambiente, il lavoro precario.
Con una straordinaria operazione di sintesi, dopo due anni di lavoro e 40 ore di riprese realizzate con pochissimi mezzi (una telecamera digitale e un microfono) e tanta sincera passione, Morabito realizza questo filmato di 75 minuti.
La prima parte, sotto forma di intervista confessione, dà vita a un dibattito virtuale tra i cinque intervistati tracciando un filo comune che delinea i valori fondativi del movimento anarchico come la costruzione di una società privata di un potere centralizzato e opprimente nei confronti dell'individuo.
La narrazione ruota però intorno alla figura di Alfonso Nicolazzi, editore (scomparso nel settembre 2005 e alla cui memoria il documentario è dedicato) della rivista anarchica Umanità Nova, e si focalizza su due luoghi che in qualche modo hanno segnato la vita degli anarchici carrarini: la tipografia, luogo fondamentale per la divulgazione delle idee, e le cave di marmo, dove gli animi venivano segnati dalla durezza del lavoro.
Interessante anche il modo con cui Morabito utilizza spezzoni di film altrui ( Mouchette di Robert Bresson, Che cosa sono le nuvole di Pier Paolo Pasolini, I soliti ignoti di Mario Monicelli e Prendi i soldi e scappa di Woody Allen) per scandire i momenti salienti che hanno segnato la storia del movimento, dall'attentato al duce alla guerra civile spagnola, dal "suicidio" di Pinelli alla chiusura, nel 1988, dell'inceneritore della Farmoplant (un'industria chimica della Montedison, costruita a pochi chilometri dal centro di Massa), fino ai fatti del G8 di Genova.
Ad accompagnare le immagini una colonna sonora commovente e appassionante costituita dai principali "inni" della tradizione anarchica italiana ripresi dal gruppo toscano Les Anarchistes (Addio Lugano bella, O Gorizia tu sei maledetta), ma anche brani di Fabrizio De Andrè e C.S.I.
Giunti al termine della visione non possiamo non ripensare alla domanda pronunciata davanti alla telecamera da Alfonso: "Ma come si fa a non essere anarchici?"

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All Comments (6)

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  • "Anarchismo è cercare sempre di mettere in pratica quello che intuisci con l'utopia, è il non riconoscere altra autorità se non se stessi, è assenza di potere centralizzato.Senza governanti, senza regole...ma consapevoli di riuscire a scindere la cosa giusta da quella sbagliata, il male dal bene, senza alcuna forma autoritaria imposta.L'ANARCHIA SENZA L'UTOPIA SAREBBE SOLAMENTE PORNOGRAFIA RISPETTO ALL'AMORE."

  • L'anarchia è una idea che abolisce ogni tipo di forma di governo. crede in una società autorganizzata dai cittadini,che si dividerebbero in assemblee e deciderebbero le leggi per loro più consone. crede nella capacità di autogestione di ogni uomo. cioè crede che così facendo,non verrebbero mai fatte leggi contro la popolazione visto che secondo gli anarchici ogni uomo è capace di distinguere perfettamente il bene dal male.

  • Bello davvero ...da vedere !!!!!

  • Tutti a Roma il 15 Ottobre 2011 !

  • Un film/documentario di importanza storica senza eguali. da far vedere nelle scuole per far conoscere il senso dell'Anarchia. Un grazie ad Alfonso, che con mio grande senso di impotenza, non avrò più modo di riincontrare, grazie a Domenico Stroobant, meraviglioso amico , Pensatore e filosofo della vita.

  • E' un video bellissimo!!! Grazie!!!

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