L'Esodo Incerto

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Uploaded by on Jan 28, 2010

Finale dalla cantata "L'Esodo Incerto", musica di Bruno De Franceschi, libretto di Valentino Perera e Maria Gianfilippi de' Parenti su testi di Vittorino Andreoli, Wole Soyinka, David Maria Turoldo, Edmond Jabès, Omero, scritti biblici e ispirati a opere di Emmanuel Lévinas, Tonino Bello, Maurizio Maggiani.
Gli studenti del Liceo Classico e del Liceo Scientifico Don Nicola Mazza hanno celebrato il Giorno della Memoria, mercoledì 27 Gennaio 2010, con una serie di iniziative, concluse con l'esecuzione della cantata, diretta dal maestro Carlo Miotto, con la recitazione a cura degli allievi di II Classico.
L'opera propone una riflessione sul tema della vita e della sua sacralità; ne traspare, in senso religiosamente laico, la contrapposizione fra stranierità e identità, che cerca di conciliarsi in un messaggio universale di impegno ad accogliere l'originalità, la diversità, la preziosità di ogni donna e di ogni uomo.
Il titolo della Cantata si ispira a uno scritto di Emmanuel Lévinas, La traccia dell'altro; in Lévinas, filosofo lituano naturalizzato francese di origini ebraiche, il fondamento di un'etica responsabile è l'incontro con il Volto dell'Altro. Si può conoscere l'io proprio quando si pone in cammino verso l'altro, liberandosi dall'egoismo: in una società dove l'interesse dell'avere e del possedere emargina ciò che non ha valore di scambio, il prendersi cura diventa un'alternativa radicale.
Ogni viaggio è un esodo; nella Cantata la parola esodo assume un duplice significato: l'uscita dalla propria terra, lo sradicamento dalle proprie radici nella ricerca di un futuro migliore, di una terra promessa; e poi l'esodo incerto da noi stessi, al quale ci obbliga ogni tipo di rapporto interpersonale, perché il cammino verso l'altro ci impone di lasciare le nostre certezze per avventurarci su vie sconosciute.
Fra i testi del libretto vi sono anche alcuni stralci da Lettera alla tua famiglia di Vittorino Andreoli, dove alcune considerazioni sul rispetto, la convivenza, la differenza e la reciprocità - vengono trasposte all'intera umanità intesa proprio come famiglia.
Con l'esecuzione de L'ESODO INCERTO i musicisti dell'Orchestra Giovanile Veronese intendono condividere con i loro coetanei la speranza e l'impegno di guardare con occhi nuovi ad ogni vita: a quella del bambino, del vicino, del diverso, dello straniero, vedendolo non più come altro da me, ma come un altro me.
Sessantacinque anni dopo l'abbattimento dei cancelli di Auschwitz ci sono ancora molti cancelli da abbattere perché il futuro sia migliore del passato e dell'oggi. Io sono sicuro - dice Andreoli - che il futuro ve lo giocate voi, è nelle vostre mani, o meglio nella vostra mente. Noi speriamo che il futuro sia anche nella nostra musica.

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All Comments (2)

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  • bella flautista bellissima

  • Ragazzi, ieri la Memoria siete stati voi. Voi i protagonisti dell'Esodo, questa incerta uscita da noi stessi perché possiamo metterci in cammino verso l'Altro. Affinché vengano abbattuti i cancelli dell'indifferenza. Grazie.

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