Da: biglietto per l'inferno a: un ascolto per il Paradiso - Fra' Claudio Canali

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Uploaded by on Jul 31, 2010

Parte dell'intervista a Frà Claudio ( ex cantante del Biglietto per l'Inferno )

RISPOSTA: La vocazione al sacerdozio o alla vita di consacrazione,
non è opera umana, ma una esplicita chiamata di Dio alla persona.
Il primo che risponde a questa domanda è Gesù stesso che dice:
"Non siete voi che avete scelto Me, ma sono Io che ho scelto voi".

In questi ultimi tempi, le vocazioni religiose non sono numerose
come quelle del passato, a causa della perdita della fede, e anche
per il fenomeno della denatalità delle popolazioni dell'Occidente.

S. Francesco di Sales, Vescovo cattolico (1567 -- 1622), afferma
che"Dio ha molti mezzi per chiamare gli uomini al Suo servizio.
Si serve, infatti, ora della predicazione, ora della lettura di buoni
libri. Alcuni furono chiamati nell'atto di udire le sante parole del Vangelo,
come capitò a S. Francesco d'Assisi e a Sant'Antonio...Altri sono
stati chiamati per mezzo di disgusti, disgrazie e dolori che, sopraggiunti
loro nel mondo, li hanno indispettiti contro di esso, inducendoli
ad abbandonarlo. Il Signore si è avvalso spesso di un tal mezzo per chiamare
al Suo servizio persone che non avrebbe potuto prendere in altro modo.
Poiché, sebbene Dio sia onnipotente e possa tutto quel che vuole,
pure non ci vuol togliere la libertà, una volta donataci. E quando ci chiama
a servirlo, vuole che andiamo di buon grado verso di Lui, e non per forza
né per costrizione". Personalmente credevo che la chiamata del Signore
fosse per alcuni privilegiati, ma quando la sperimentai su me stesso,
stentavo a crederci...era cosa troppo grande per ciò che ero e che sono.

Il Signore chiama ciascuno alla propria vocazione, chi al matrimonio,
chi allo stato religioso...ma bisogna saper ascoltare. Molti non se ne curano
per nulla e vanno avanti nella vita ascoltando il mondo o sé stessi o i falsi profeti,
così imboccando strade sbagliate: tutto diventa pesante e non si è affatto
felici. Quando avvertii la chiamata, ero in ascolto da tempo poiché m'ero
accorto che tutto per me era un completo fallimento: avevo percorso
strade che non portavano a Dio. All'inizio non capivo e respingevo questo
sussurro dell'anima. Più tardi dovetti cedere perché il Signore mi chiamò
in modo così forte, che non potevo avere più alcun dubbio. Se pure
in quell'occasione avessi respinto la chiamata, avrei mentito anche
a me stesso. Una chiamata chiara, interiore, meravigliosa, che il mondo,
la carne e il demonio cercarono per diverso tempo di offuscare in vari modi,
ma che sempre riaffiorò unita al mio desiderio di conoscere, amare e servire
Dio, nella pace. Quella pace che Lui mi dava e con cui mi saziava : fu allora
che mi dissi : "Fiat mihi secundum verbum tuum", ossia "Si faccia di me
secondo la Tua parola". Dopo quattordici anni vita di vita monastica,
mi persuado sempre di più che Dio, nel chiamare a sé persone al Suo servizio,
si serve molte volte dei cocci anziché delle pietre angolari, perché appaia
maggiormente la Sua Gloria e l'azione della Sua Grazia.

Nel cimitero dei Certosini vi sono solo croci senza nome.
Dopo una vita passata da reclusi nella Certosa, essi lasciano questo mondo
nell'anonimato. Rimasi letteralmente senza parole quando mi trovai di fronte
a quelle croci. La loro vita stessa era l'epitaffio. In realtà, un breve scritto
sulla loro vita c'è, ma esso è ben celato nel segreto del "Chronicon monasterium",
quasi anticipazione del "Giudizio Finale". Erano persone ordinate ed equilibrate,
ed ora dove sono? Dove sono quell'avvocato, quel calciatore, e quel musicista,
trasfigurati dall'abito monastico? Che cosa facevano qui, durante l'intera giornata,
per tutta la vita? Essi erano con Dio! Così vicini a Dio, che si trovavano
già nell'Eternità! Il nostro epitaffio, l'epitaffio di un cristiano, è scritto nella vita
che egli ha condotto, poiché è stato un uomo che ha creduto, ha sperato,
ha amato. Altri uomini, dopo la sua dipartita, lo ricorderanno per qualche tempo,
poi il silenzio parlerà della brevità di questa vita e dell'Eternità. Lasciamolo scrivere
allo Spirito Santo il nostro epitaffio, corrispondendo giorno dopo giorno all'azione
di Dio su di noi, e, alla nostra morte, tutti lo sapranno leggere. E se proprio dovessi
scriverlo, sceglierei l'antifona che, con giubilo, echeggia in tutte le chiese nel giorno
di Pasqua: "SURREXIT DOMINUS VERE! ALLELUIA! ALLELUIA!",
ossia "IL SIGNORE E' VERAMENTE RISORTO! ALLELUIA! ALLELUIA!".

http://www.bigliettoperlinferno.com/home/index.php/Pubblicazioni/intervista-a...

http://www.diocesilucca.it/documenti/eremo_minucciano.pdf

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All Comments (8)

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  • Grandissimo gruppo.

    Claudio, avendo fatto questa scelta, e` uno che ha due palle cosi`!

  • Se non è una Progressione questa....!

  • grandissimo

  • Rispetto.....

  • Grande frà Claudio, appena posso torno a salutarti, ricordo quandi mi autografasti la copertina del disco, sei una persona davvero eccezionale, e lo dico senza alcuna retorica

  • Viste le città in cui viviamo, forse quest'uomo ha fatto davvero la scelta giusta...

  • i tuoi video sono sempre stupendi. Che Gesù ti illumini sempre

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