Mario Monti 'Ecco i tagli alla politica'.wmv

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Uploaded by on Dec 6, 2011

Da qualche giorno la nostra Repubblica ha un nuovo Governo, a nome Mario Monti.
Le difficoltà non sembrano però finite, al contrario, siamo sempre più vittime della speculazione internazionale sull' Euro, come e non meno delle altre nazioni di Eurolandia, cioè quella parte dell' Unione Europea che ha scelto l' Euro come sua valuta.
Le riunioni si susseguono, ma non pare che i maggiorenti europei siano in grado di arginare: A) l'ascesa del differenziale tra gli interessi sui titoli di stato (Spread) sia B) la discesa dei valori dei titoli azionari nelle varie borse europee e non solo. Insomma tanto per cominciare, la speculazione la fa da padrona. Gl'incontri seguono agli incontri ma sembra regnare sovrana la diffidenza e la discordia sul da farsi.
Bisogna ricordarsi che l' Euro è una moneta non supportata dalla forza di uno stato unitario come lo sono gli Stati Uniti d'America, che malgrado la suddivisione in ben 50 Stati dell' Unione, dal lato amministrativo, sono però uniti dal lato politico, monetario, industriale, militare, legislativo. Quello che l' Unione Europea non possiede, senza contare che non tutti i Paesi Membri dell' Unione hanno adottato l' Euro: come ad es. la Gran Bretagna, la Polonia, la Danimarca, la Norvegia. E qui sta il fondamento della intrinseca debolezza e precarietà dell' Euro. Gli sforzi seppure lodevoli dei vari amministratori, dirigenti, funzionari europei non sono riusciti e temo non riusciranno a stabilizzare a suon di miliardi di Euro la situazione economica-finanziaria europea. Se ne sono da tempo ormai accorti i mercati internazionali e questo rende se possibile ancora più difficile ogni tentativo di recupero. L' andamento incerto ed altalenante delle Borse aggrava la situazione economica generale. Il contrasto sugli Eurobond rende il clima "strozzato" impedendo di muovere capitali adeguati a sanare o almeno attenuare l' indebitamento di diversi stati dell' area E.U. Il rischio di un crollo del sistema europeo si fa sempre più grave. Si teme la disfatta dell' Euro e l' installarsi di uno stato di caos generalizzato e rischio di conflitti non soltanto economici. E' di questi ultimi giorni il rinnovato e accentuato stato di allarme sulla sopravvivenza dell' Euro: di fatto si teme non possa raggiungere la fine dell' anno in corso! Intanto nel nostro Paese, dopo aver cambiato governo ed il relativo Presidente del Consiglio, dall' "Inamovibile" Silvio al "Saggio" prof. Monti, ci troviamo sempre in una condizione assai pericolosa, dovuta alla lentezza ed alla indecisione che si manifestano davanti ad ogni decisione da prendere. Mi aspettavo sinceramente una maggiore determinazione ed una maggiore prontezza nell' affrontare almeno i nostri annosi problemi nazionali; figurarsi davanti ai problemi europei ed internazionali! Ce la farà, questo governicchio di emergenza con questo presidente anziano e titubante innanzi ad ogni difficoltà a risolvere almeno per l' Italia i problemi più semplici ? Francamente ne dubito assai.
AGGIORNAMENTO del 28.11.11
Bisogna spingere l' Egr. Prof. Monti ad alzare le chiappe e darsi da fare: siamo in uno stato di urgenza e lui lo sa. Bisogna fare in fretta e bene ! Subito, o qui salta tutto, prima Grecia, Spagna, Italia, poi quel che rimarrà dell' Europa.
In Italia si discute pateticamente di aumenti dell' IVA (TVA) e di altre tasse e imposte, forse anche una piccola Imposta Patrimoniale, tutto per non scalfire o scalfire poco i grandi patrimoni dei Ricchi Nazionali, altrimenti quelli si portano i soldi all' Estero !
AGGIORNAMENTO del 06.12.11
Ora che sappiamo, almeno sommariamente cosa si è deciso sopra le nostre teste, dobbiamo francamente dire che così non va, è ancora una volta la solita storia: a pagare maggiormente il costo di questa così detta "manovra" sono sempre gli stessi: i lavoratori, i pensionati gli altri a reddito fisso e modesto, mentre le classi sociali più abbienti sebbene anche loro colpite dal generale aumento della pressione fiscale, contributiva, e dei prezzi, troveranno nei loro propri mezzi il modo di cavarsela senza troppe difficoltà.
Sul piano internazionale rimane da vedere se dopo tutti questi sacrifici che ci vengono propinati riprenderemo a crescere economicamente o se la"debacle" terminale dell' Euro non ci faccia precipitare nell' abisso d' un futuribile sottosviluppo. Ci risiamo: Standard & Poor hanno intenzione di ribassare il "rating" di ben 15 Stati Europei ! "Usque Tandem ?!..." SFM

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