Alert icon
We're changing our privacy policy. This stuff matters.  Learn more  Dismiss

RUSSIA, BASI MILITARI E 7.600 SOLDATI IN OSSEZIA E ABKHAZIA

Loading...

Sign in or sign up now!
Alert icon
Upgrade to the latest Flash Player for improved playback performance. Upgrade now or more info.
2,022
Loading...
Alert icon
Sign in or sign up now!
Alert icon

Uploaded by on Sep 10, 2008

MOSCA (ansa) - La Russia apre relazioni diplomatiche con Abkhazia e Ossezia del sud, formalizzando l'irreversibilita' citata ieri dal presidente Dmitri Medvedev sul riconoscimento dell'indipendenza delle repubbliche ribelli georgiane. Un passo che sembra contraddire l'annuncio di un dibattito internazionale sul futuro delle due entita' concordato ieri con la presidenza francese dell'Ue per il 15 ottobre a Ginevra, ma che riflette quella che Mosca considera una presa d'atto della realta'. Oggi il ministro degli esteri Serghei Lavrov ha scambiato con i suoi 'omologhi', l'abkhazo Serghei Shambo e il sudosseto Murat Gioiev, una nota ufficiale sull'apertura delle relazioni, seguita da un trattato di amicizia e di cooperazione. Il tutto e' coronato da accordi militari sulla difesa reciproca in caso di minacce, che prevedono una forte presenza di contingenti russi nelle due repubbliche separatiste georgiane. Presenza peraltro ammessa dagli accordi firmati ieri dal leader del Cremlino con il presidente di turno dell'Ue, il francese Nicolas Sarkozy.

Un documento che per Lavrov riflette "l'approccio russo" alla crisi caucasica, accompagnato com'e' dalle garanzie del presidente della commissione Ue, Jose' Manuel Barroso, e dell'alto commissario per la politica estera e di sicurezza europea, Javier Solana, sulla rinuncia all'uso della forza da parte di Tbilisi. Meno credito ha riscosso a Mosca la lettera consegnata in merito da Sarkozy a Medvedev a firma del presidente georgiano Mikhail Saakashvili, anche oggi accusato di menzogne da Lavrov. I soldati russi, ha detto il capo della diplomazia di Mosca, "resteranno a lungo", per garantire la sicurezza delle popolazioni abkhaza e sudosseta. Medvedev ha gia' dato ordine al ministero della difesa di definire, "in base alla richiesta dei dirigenti dell'Ossezia del sud e dell'Abkhazia, come organizzare la presenza delle truppe russe e le nostre basi militari" in loco.

E il ministro Anatoli Serdiukov ha prontamente risposto: verranno inviati due contingenti, ognuno di 3.800 uomini, con basi nelle citta' di Giava e Tskhinvali per l'Ossezia del sud, acquartierate nelle caserme dei 'caschi blu' russi in Abkhazia, in attesa di destinazioni piu' adeguate. Forti del sostegno di Mosca anche su questo aspetto, i 'ministri degli esteri' abkhazo e sudosseto hanno detto di essere pronti a partecipare al dibattito di Ginevra il 15 ottobre, ma senza mettere minimamente in discussione lo status di repubbliche indipendenti. "Il nostro status non e' in discussione - hanno detto Shamba e Gioiev - ma vogliamo far conoscere la nostra posizione all'Europa e al mondo, perche' e' basata sulla realta' oggettiva e sulle leggi internazionali". Anticipando eventuali obiezioni americane, Lavrov ha poi proposto che una riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu con i leader separatisti si tenga in Europa, per ovviare all'eventuale diniego dei visti per New York. La procura sudosseta tira per parte sua le somme del costo in vite umane della breve ma cruenta guerra caucasica: sotto i colpi di Tbilisi, afferma, sono caduti oltre 500 civili dei quali si conoscono identita', circostanze della morte, luogo di sepoltura. Ma "gli investigatori hanno ricevuto informazioni provvisorie, sentendo vicini e parenti, su oltre 1.600 persone uccise in seguito all'attacco dell'esercito georgiano contro l'Ossezia del sud", ha dichiarato il procuratore generale sudosseto Teimuraz Khugaiev.

Intanto, a conferma dell'irrevocabilita' della posizione russa, i vertici dell'agenzia Itar-Tass hanno deciso di aprire uffici di corrispondenza in Ossezia del sud e Abkhazia. Gli accordi di ieri con l'Ue, nonostante la difesa ribadita da Sarkozy dell'integrita' territoriale georgiana, sanciscono di fatto la creazione di una nuova Cipro nel Caucaso, concordano alcuni analisti russi: lo status quo e' destinato a durare. Mosca confida che il tempo sia dalla sua parte e che come ha gia' fatto il lontano Nicaragua, passo dopo passo la comunita' internazionale dovra' prendere atto della nascita dei due nuovi stati. C'e' un pressing diplomatico sugli alleati in questo senso, c'e'una vittoria militare all'attivo che nelle impressioni russe si sta trasformando anche in vittoria diplomatica. "Ritiro vittorioso", titola appunto il quotidiano moscovita Vedomosti. Meno trionfale perĂ² e' la borsa di Mosca: oggi ha registrato un nuovo tonfo, con l'indice Rts a meno 7%, e l'indice Mnvb a meno 9%.

NATO: CHENEY, GEORGIA E UCRAINA HANNO DIRITTO DI ENTRARE - Georgia e Ucraina "hanno tutto il diritto" di incrementare i loro rapporti con l'Occidente e di "entrare nella Nato". Lo ha ribadito il vicepresidente degli Stati Uniti Dick Cheney nel corso della conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi con il premier Silvio Berlusconi.

. Pubblica gratuitamente i tuoi annunci entra in www.dimmidove.com

Category:

News & Politics

Tags:

License:

Standard YouTube License

  • likes, 1 dislikes

Link to this comment:

Share to:
see all

All Comments (0)

Sign In or Sign Up now to post a comment!
Loading...
Alert icon
0 / 00Unsaved Playlist Return to active list
    1. Your queue is empty. Add videos to your queue using this button:
      or sign in to load a different list.
    Loading...Loading...Saving...
    • Clear all videos from this list
    • Learn more