L'estro, l'asimmetria, la stravaganza, il concetto di imitazione della natura che si trasforma in finzione, la raffinata ridondanza dell'effimero, l'arditezza che diviene quasi speculativa, il muovere gli affetti dell'uomo che nello stesso tempo ha la consapevolezza inquietante di non essere più al centro dell'universo: questo è il barocco in ogni sua forma d'arte, musica compresa. Una musica lontana, ricca di improvvisazioni, fondata su una filosofia dell'ornamento che non è più semplice accessorio, ma si rivela linguaggio allegorico attraverso il quale tutta la realtà, dalla più cruda alla più alta, si offre nella sua essenza profonda. Gli strumenti dialogano tra loro su di uno stesso piano, nel comune intento, di allora come d'oggi, di meravigliare.
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