Canto notturno di un pastore errante dell'Asia Leopardi

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Uploaded by on Mar 28, 2008

narrata da Arnoldo Foà

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Top Comments

  • L'angoscia di Leopardi è quella di tutta l'umanità quando,avvolta dalla Luna,si ritrova nella steppa celeste: un paesaggio estatico,grandioso,indetermina­to,dove ognuno percepisce il suo tragico destino.

    Magnifica invocazione di Foà,al pari di Callas-Norma in "Casta Diva"...

  • @rbpenelope2008 Il vigore di uno spirito si misura da quanta verità sia ancora riuscito a sopportare , o, più chiaramente, dal grado fino al quale abbia avuto bisogno di assottigliarla, dissimularla, zuccherarla, smussarla, falsificarla. Un grande filosofo, cui credo si riferisca anche musicofilo napoletano, ha scritto queste parole.

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All Comments (83)

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  • @barbapippo hai ragione peró questa poesia letta così aiuta l'immaginazione e avvicina l'ascoltatore alla poesia... la rende viva! Una lettura del genere non funziona con tutte le poesia, ma con questa trasmette una serie di emozioni che una lettura normale non darebbe. Ovviamente letta da Leopardi sarebbe tutta un'altra cosa, ma noi non possiamo avere questo privilegio! ;)

  • ...ma tu mortal non sei, e forse del mio dir poco ti cale....brividi!

  • che dell'esser mio frale qualche bene o contento avrà fors'altri: a me la vita è male.

    che parole...

  • mi sono commosso non ho parole

  • I versi più prorompenti che io abbia mai letto, tanto travolgenti e incalzanti che ogni volta mi sento così immortale da farmi venire le lacrime: "Corre via, corre, anela, Varca torrenti e stagni, Cade, risorge, e più e più s'affretta, Senza posa o ristoro, Lacero, sanguinoso; infin ch'arriva Colà dove la via E dove il tanto affaticar fu volto: Abisso orrido, immenso, OV'EI PRECIPITANDO, IL TUTTO OBBLIA". Sono lieto di essere un marchigiano che vive tra il mare e la montagna.

  • "E' funesto a chi nasce il dì natale" purtroppo per noi  rispecchia bene la realtà non solo ottocentesca ma anche contemporanea

  • @marapaky se ti riferisci ai commenti che avevo fatto tempo fa hai ragione, avevo esagerato ed, infatti, li ho quasi tutti rimossi.

  • @therealsickguy concordo,anche la mia prof diceva(calandosi perfettamente nella parte) "a me la vita è male".lo recita a 5:39

  • @Anduril017 non mi riferivo a questa poesia in particolare. la mia prof. lo diceva parlando dei vari tipi di pessimismo leopardiano, ma non ricordo più molto delle sue lezioni.

  • @therealsickguy Allora mi sa che non abbiamo letto lo stesso Leopardi...

  • potere ascoltare, magari riscoprre,è stupendo.

    Grazie

  • e come diceva la mia prof. di lettere sul pessimismo di leopardi " ricordate ragazzi che l'autore voleva dirci questo: per me la vita è male!"

  • Magari questa lettura non sarà proprio uno schifo, ma è irritante, come quasi sempre capita quando le poesie le leggono i "grandi attori", così enfatici e tendenti a "recitare" i versi, invece di "leggerli" con la semplicità e la sapienza musicale dei poeti.

  • @kajopetto, la mamma non ti ha insegnato la buona educazione? Non ti ha detto che insultare gratuitamente il prossimo coperti dall'anonimato è da vigliacchi? Vabbè, ho perso già abbastanza tempo con te, tieniti il tuo Foà e levati dai piedi...

  • @Barbapippo Ammazzati,invece di sparare cazzate del genere.Dizione?Non saprai nemmeno quello che significa....pessimo.

  • @PlutinusTube già..

  • ho i brividi...io sono un esordiente poeta...e sento così mie queste parole...

  • Ma che schifo d'interpretazione.... dizione irreprensibile, ma che schifezza...

  • lacrime oggi, quando il nostro prof-attore, al 45esimo ed ultimo anno di insegnamento, in lacrime l'ha declamata magistralmente..e un grande applauso..grazie infinte Franco...! e naturalmente grazie infinite a Lei, signor Leopardi..ovunque Lei sia..

  • potessero i prof. di italiano leggerla così a lezione, e non con voce atona!

  • Vi giuro, signori, che aver coscienza di troppe cose è una malattia, una vera e propria malattia..Infatti il diretto, legittimo, immediato frutto della coscienza è l'inerzia cioè il cosciente starsene a mani conserte.

    F. Dostoevskij in " Memorie del sottosuolo"

  • a qual suo dolce amore rida la primavera..

  • Grazie a musicofilonapoletano e a reconditearmonieper avermi illuminato. E' proprio vero!

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