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Reggio Calabria: imponevano il pizzo sui lavori dell'autostrada, arrestati in 52

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Uploaded by on Jun 8, 2010

Le cosche della 'ndrangheta di Palmi imponevano una tangente del 3% alle imprese appaltatrici dei lavori sull'autostrada, che dovevano anche acquistare il calcestruzzo da aziende "consigliate" dai clan. E' quanto è emerso dall'inchiesta condotta dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che stamane, con l'Operazione "Cosa Mia", ha portato all'arresto di 46 presunti affiliati alle cosche dei Gallico-Morgante-Sgro-Sciglitano e dei Bruzzise-Parrello, tra l'altro contrapposte in passato in una sanguinosa faida. Altre sei ordinanze di custodia cautelare sono state consegnate a persone già detenute. Ai 52 indagati sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, omicidio ed estorsione. Le cosche, secondo quanto si è appreso, grazie ad alcune imprese collegate agli affiliati, erano anche riuscite ad ottenere direttamente alcuni lavori di ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria, nel tratto reggino. Il sistema messo in atto andava a discapito dell'economia sana, completamente tagliata fuori dalle imprese colluse che approfittavano del potere mafioso che era alle loro spalle per ottenere i lavori di subappalto. Il meccanismo era già venuto alla luce nel 2007, con un'inchiesta contro le 'ndrine di Rosarno, Gioia Tauro e Limbadi, ed è stato confermato con questa indagine. Un'inchiesta che ha anche fatto luce su diversi omicidi commessi nella faida di Palmi. Tra gli arrestati di oggi, infatti, ci sarebbero mandanti ed autori di una decina di delitti compiuti tra gli anni '80 e '90, quando la faida raggiunse il massimo della violenza, ma anche più recentemente. Secondo gli investigatori, gli appetiti delle due consorterie per gli appalti dei lavori di ammodernamento della A3 avevano portato ad un riacutizzarsi della tensione con nuovi delitti.

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