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ELUANA ENGLARO: l'ipotesi di un decreto che fermi la sospensione del nutrimento si allontana...

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Uploaded by on Feb 6, 2009

ROMA - Sul caso di Eluana Englaro è ormai muro contro muro. Da un lato, il governo va avanti: ribadisce il 'no' alla sospensione di nutrizione e idratazione artificiale alla donna, in stato vegetativo persistente da 17 anni, e valuta in queste ore la strada di un decreto legge per impedire l'attuazione della sentenza della Corte di appello di Milano che autorizza lo stop ai trattamenti. Ma anche i medici che hanno in cura Eluana vanno avanti: la sospensione della nutrizione inizierà oggi, annunciano. Ma con un'incognita: davanti ad un decreto, precisano, "ci fermeremmo".

Ma se la 'soluzione decreto' appare ancora in bilico, a spuntare è anche un'altra ipotesi: la Procura della Repubblica di Udine potrebbe adottare un provvedimento cautelare che impedirebbe l'interruzione dell'alimentazione; un sequestro preventivo, che potrebbe riguardare la stanza dove si trova Eluana o la strumentazione utilizzata dall'equipe medica pronta ad intervenire. La Procura ha acquisito la cartella clinica di Eluana Englaro.

Sempre la Procura di Udine, inoltre, intende verificare le testimonianze di amici e parenti sulla volontà di Eluana, una decisione presa sulla base dei contenuti di alcuni esposti inviati a Polizia, Carabinieri e Procura stessa. Resta invece fermo nelle posizioni da sempre affermate Beppino Englaro, il padre di Eluana, che, in un'intervista rilasciata prima che la figlia venisse trasferita nella clinica La Quiete di Udine - dove si dovrebbe dar corso al protocollo per accompagnarla alla morte - afferma: "Mia figlia è stata violentata, continuamente invasa nel suo corpo, oggetto di una violenza che lei avrebbe definito inaudita, inconcepibile e inaccettabile". Ognuno fermo sulle proprie posizioni, dunque. Mentre l'ipotesi di un decreto è ancora in forse.

Un decreto di un solo articolo, che dice in sostanza che alimentazione e idratazione non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi. La polemica politica è immediata (mentre i legali della famiglia Englaro parlano di un'"ipotesi costituzionalmente abnorme, mai verificatasi nell'Italia repubblicana"), ed a profilarsi subito è anche un'altra incognita: una simile via si scontrerebbe, a quanto si apprende in ambienti parlamentari, con i dubbi del Quirinale. E in molti si chiedono: Quale sarà l'atteggiamento del capo dello Stato in relazione alla firma del decreto, se il Governo glielo presenterà?

Insomma, l'incertezza resta, anche se il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ribadisce: il criterio di prudenza conduce "alla scelta della vita". E poi aggiunge: "Sarebbe paradossale che Eluana Englaro dovesse essere l'unica persona a morire sulla base di una volontà presunta". Ad accendere il dibattito, anche la presa di posizione del Consiglio superiore della magistratura (Csm), che difende i giudici che si sono pronunciati sul caso di Eluana e bacchetta i politici, tra cui esponenti del governo e del Pdl, che a quei magistrati hanno rivolto "gravi accuse". Un susseguirsi di eventi in poche ore che sollecita un nuovo, deciso intervento da parte della Chiesa: "No alla interruzione della vita mascherata da pietà", ammonisce il segretario di stato vaticano cardinale Tarcisio Bertone.

Intanto, nella Clinica La Quiete anche Eluana va avanti. Nel suo calvario. Il neurologo Carlo Alberto Defanti - che ha in cura la donna sin dall'incidente stradale del 1992 che l'ha ridotta allo stato vegetativo - ha visitato Eluana, confermando che le sue condizioni sono stabili. Poi, con voce ferma, raggiunto telefonicamente, annuncia: La sospensione della nutrizione artificiale ad Eluana "inizierà da domani(oggi,ndr)". E se, nel frattempo, sopraggiungesse il decreto del governo per impedirlo? In quel caso, risponde, "ci fermeremmo. Se il decreto impedisse chiaramente la sospensione della nutrizione artificiale, lo rispetteremmo".

Nelle stesse ore, su facebook corre la protesta della gente: circa 1000 'no' al decreto, con un invito a sottoscrivere un appello al presidente della Repubblica. Di segno opposto, il messaggio che le suore che si sono prese cura di Eluana per 14 anni nella Clinica Talamoni di Lecco, lanciano invece al padre Beppino: la stanza dove era ricoverata é sempre disponibile. Loro, le suore, la speranza di rivedere la 'loro' Eluana non l'hanno ancora persa.

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