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THE ITALIAN FACTORY di Chiara Boscaro. regia: Riccardo Pippa. con: Playboy: Alejandro Bruni Ocaña. Robin Hood: Andrea Panigatti. Gregario: Carlo Bassetti. Stakanovista: Enrico Pittaluga.
presentazione
Ore 14.00. Presidio all'interno dello stabilimento di Viale Zara 341. Milano. Dopo arriva il sindaco, e lui decide se il terreno della fabbrica diventa edificabile o no, se ci fanno le villette a schiera o no. Dopo sei mesi di presidio arriva il sindaco. Arriverà e capirà che l'Azienda non può dislocare all'Est, che qui di lavoro ce n'è, che se non facciamo uscire il Pezzo non è per capriccio, ma perché l'Azienda, senza di noi, non è niente.
Tre metalmeccanici e un camionista innamorato, a due giorni da Ferragosto, combattono per non essere ridotti a esuberi. Loro hanno il knowhow. Loro vogliono lavorare. Dicono che è un diritto.
drammaturgia
Cos'è la dignità? E l'identità? Come è fatto un diritto? L'ultima volta che ne hanno avvistato uno, stava scappando a piedi nudi nel parco. Se provate a leggere lo Statuto dei Lavoratori, vi verrà da ridere. Per il 75%, quegli articoli risultano oggi inapplicabili, perché i posti dove dovrebbero essere applicati non esistono più. Non li trovate proprio, neanche a cercare negli angoli bui. Lavoro smembrato, lavoro scorporato, contratti dai nomi impronunciabili, più adatti a un pollaio che a un tavolo di trattative. Inutile affannarsi, il mondo è cambiato, il Paese è un'azienda, la coscienza di classe si degusta in punta di coltello. Ma se il mondo è un mercato e per il lavoro si prega di chiamare il numero in sovraimpressione nei giorni di lunedì e mercoledì dalle 9 alle 12, sul fondo del vaso di Pandora qualcosa rimane.
regia
Tre visite al presidio di una fabbrica fuori Milano per cominciare il lavoro sullo spazio con scenografi e attori, per dare corpo a ciò che Chiara aveva visto prima di me e poter condividere realmente un progetto.
Per vedere come si riempie un anno di attesa.
Discussioni, trattative, speranza e disillusione.
I turni di guardia.
Scritte sulle lenzuola, sul tavolo, sul tendone.
Caffè e sigaretta, biliardino, scopa d'assi.
Cinque pezzi che gli operai avevano fabbricato quando si produceva ancora, cinque costose commesse che cercavano di trattenere, di custodire, perché erano la loro forza contrattuale.
Per lo spettacolo poi la storia cambia, i personaggi si mescolano e si inventano, i pezzi diventano il Pezzo; la vicenda e lo spazio si comprimono: si presidia attorno, sopra. addosso al Pezzo.
Tre metalmeccanici sequestrano un pezzo della loro fabbrica che sta per essere dislocata all'Est.
"Finché il Pezzo rimane qui, non possono aprire di là".
Il camionista mandato dall'azienda per ritirarlo si unisce al presidio.
Il Pezzo l'hanno costruito loro, l'hanno perfezionato loro, l'hanno sempre usato loro.
E' loro.
Il Pezzo deve rimanere e loro devono rimanere col Pezzo.
ABBIAMO LE PRIME DATE. saremo in scena al Teatro ELFO Puccini, MILANO da mercoledì 2 maggio 2012 a domenica 6 maggio 2012.
latanadipitta 10 months ago