Questo presunto altare è stato ricavato modellando un enorme masso di "peperino", crollato in tempi immemorabili dalla rupe soprastante. L'intero complesso di pietra si erge per circa 16 metri ed è composto da tre livelli raggiungibili con diverse scalinate. Alla cima dell'altare, a cui si giungeva per una scala di nove gradini, poteva accedere solo l'officiante. Oltre a sedili e nicchie, sulla facciata si nota un lungo solco trasversale che è collegato a delle piccole vasche di raccolta di probabili iquidi consacrati. Tramite le offerte il sacerdote poteva entrare in comunicazione con la divinità ed invocare il suo aiuto o ricevere responsi. L'altare non è databile con facilità a causa della completa assenza di epigrafi e di sicure testimonianze archeologiche, tuttavia è possibile ipotizzare la sua realizzazione nel tardo periodo etrusco.
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