TRE CALZONI FORTUNATI
(commedia in tre atti di Eduardo Scarpetta, 1894 - libero adattamento di Eduardo De Filippo)
Regia teatrale: Eduardo De Filippo
Regia televisiva: Fernanda Turvani
Produzione: RAI
Luogo delle riprese: Teatro Valle di Roma
Modalità di trasmissione: Diretta da teatro
Data di trasmissione: 23 gennaio 1959
Documento vidigrafato
B/N
Durata: 143'
Compagnia: "Il Teatro di Eduardo"
Personaggi ed interpreti: Carmenella (Pupella Maggio); Rafilina (Nina De Padova); Amelia (Graziella Marina); Eugenio Capasso (Antonio Casagrande); il colonnello Cesare Percola (Ettore Carloni); il conte Falda (Pietro Carloni); Pasquale (Enzo Petito); Vincenzo Fiorilli (Eduardo); Luigino (Pietro De Vico); Totonno (Lello Grotta); Michele (Enzo Cannavale); Saverio (Giorgio Manganelli); Teresina Cannella (Maria Hilde Renzi); il brigadiere (Vittorio Artesi); Maria (Angela Pagano); Ada (Liana Trouché); Laura (Clelia Matania); il cameriere (Andrea Biello); Barbara (Olga D'Ajello); la marchesa Stanza (Scilla Vannucci); il barone Bagno (Gennarino Palumbo); Rossana (Maria Clara Colonna); il marchese (Nico Da Zara); il baroncino (Riccardo Grillo).
TRAMA
La fortuna bacia la sconsolata plebe dei diseredati materializzandosi in tre paia di calzoni regalati allo spazzino Vincenzo, il quale, da parte sua, ha già audacemente scosso le anime inerti di un gruppo di colleghi alla conquista di improbabili rivendicazioni salariali, usando, con goffa e candida protervia, l'arma dello sciopero. Ma l'avvio sociale della commedia è solo un graffio leggero, subito cicatrizzato dall'esigenza consolatoria e giocosa, peculiare nell'autore.
Il fulcro della trama della rappresentazione del maestro partenopeo è la fortuna; tre pantaloni sono al centro di invenzioni geniali, colpi di scena improvvisi, che si stagliano su un ambiente di artefatta nobiltà votata al frivolo e su un universo dilaniato dalla miseria, dove si coltiva, con ostinata caparbietà, una grande voglia di riscatto.
Ed ogni "cazone" riserva una fortuna inaspettata.
Il terzo, in particolare, regala la soddisfazione più ambita : la rivalsa della società dei poveri, di quelli che non hanno avuto "a furtuna 'e nascere ricche", sul ceto agiato, arroccato nella fragile presunzione di appartenere ad una classe "superiore".
La fortuna si innesta su un meccanismo di casualità, ma diventa coinvolgente determinazione etica quando, al finale, se pur con l'arma poco nobile del ricatto, Vincenzo esige dalla classista nobiltà il pari diritto alla dignità umana e alla propria identità.
1894??
iomisterx80 3 days ago
incredibile veramente eccezZZZzzzionale teatro con la T maiuscola il grande Eduardo De Filippo! ! !
canestorto 5 days ago
meraviglioso!!!!!
iuppettino 3 months ago
Ottima scelta, grazie !
anniballo1 3 months ago
Grazie mille!
islampunk1 3 months ago
Grazie per averlo pubblicato!!
YariFirel 3 months ago