(Non solo) Cristo si è fermato a Eboli

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Uploaded by on Sep 23, 2010

Halim, Hussain, Muhammad, Ali, Abu Dhar, Yusif, Jamal, Ali, Rashid, Abu Suarid, Hamed, Mustafa, Amir Kabir, Tabre Hussine e Kastalani Buchaib sono solo 15 degli 800 migranti marocchini che abitavano a San Nicola Varco, provincia di Eboli, prima che la magistratura ne disponesse lo sgombero l'11 novembre 2009. Il 28 novembre scendono in piazza con la Cgil a Napoli in una manifestazione per il Sud e il Lavoro. Quando con il loro vessillo vanno a prendere posto al centro del corteo tra un gruppo di pensionati del sindacato, nessuno sembra conoscere la loro storia. I più, per riferirsi alla pila di baracche e roulotte, la carcassa di un mercato ortofrutticolo mai nato e abitato da questa popolosa comunità maghrebina, usavano la parola "ghetto", ma per Halim e i suoi compagni di sventura, che ci vivevano, San Nicola Varco era anche l'unico posto familiare dove rincasare a sera dopo aver lavorato nei campi. Braccianti agricoli nella maggior parte, impegnati nelle colture intensive, in serra e di quarta gamma della Piana del Sele. Il più importante polo produttivo del settore primario in Campania. Da metà novembre degli 800 migranti che vivevano a San Nicola si sono perse le tracce. Fantasmi costretti a vagare tra le campagne, sorpresi a dormire con l'inverno e il freddo nei campi, vessati dagli stessi abitanti della provincia preoccupati dagli ex invisibili del ghetto. I più fortunati sono stati accolti dalla Caritas, sono stati ospitanti dai "padroni" più generosi, oppure accolti da un sindaco sui generis, quello del piccolo paesino di Sicignano degli Alburni e ribattezzato "il sindaco dei marocchini": Alfonso Amato.

Ideato per l'Associazione Ilaria Alpi e Agoravox Francia nell'ambito del progetto europeo Citylab.tv: le periferie italiane e francesi raccontate dai cittadini.
Musiche originali di
Khymeia Project
Ivan Caso
Gerardo Toscano

Trascrizioni
Tonia Di Costanzo

Traduzioni
Marie Masnada

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