Involontariamente (i due registi realizzarono le due metà del film ignorando ciascuno il lavoro dell'altro) Guareschi risponde alle scene finali della parte firmata da Pasolini, contrapponendo alle professioni d'ateismo dei cosmonauti sovietici la fede ingenua delle donne di Napoli in attesa del Miracolo di San Gennaro, sottolinenando con forza l'inconciliabilità tra cristianesimo e comunismo, specchio di quella tra democrazia e dittatura. Ma da un'Unione Sovietica profeticamente mostrata - 26 anni prima della caduta del Muro di Berlino - sull'orlo del crollo, lo sguardo si sposta sulla ben più minacciosa Cina. Preparando il finale, Guareschi mostra quindi come la negazione dei valori tradizionali europei fondati sul cristianesimo e sul rispetto dell'individuo si traducano in violenza anche nei confronti della natura, e siano alla base di quella scontentezza ed angoscia da cui era partito il discorso.
da notare al minuto 3:30 l'analisi che viene fatta dei cinesi..... oggi nel 2011 dobbiamo riconoscere che Guareschi ci aveva visto bene....
waq33 3 months ago