Canzone del poeta abruzzese, vincitrice del primo concorso di Canzoni Abruzzesi del 1922.
Recita Elia Iezzi.
GAROFANI
Garofanelli miei, che v'intrecciate
attorno ai ferri di questo balcone
aperti, mezzi chiusi, spalancati
avviluppati in quattro, cinque e qualcuno
che è più lungo fa il prepotente,
si stende, si stira e si protende
come se volesse dire a chi tiene in mente:
hei, tu che passi, senti che profumo?
Garofanelli miei, la vita è bella,
quando la vita è fatta in questa maniera;
un giorno d'aria, sole e cinciallegre
e poi morite senza un sospiro!
Non sospirate voi, ma la mano
che prima vi accarezza e poi vi recide,
si' che trema mentre piano piano
vi stringe e i segreti vi confida....
Garofanelli miei si dice pure
che dopo morti si va in paradiso
ma non è certo, chi ce l'assicura?
Ma per voi si', per voi il paradiso
è già pronto: su un petto bianco
intrecciati al ricamo di una blusa
faccia a faccia con un cuore stanco;
beati voi, garofani odorosi.
Bellissima!!
lucadipietro 6 months ago
stupendo!!!
alrofril 2 years ago
Molto bello,ma sopratutto delicato!
Ciao,Renato.
5*
renedulac 2 years ago