Attese (2006)

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Uploaded by on Mar 25, 2011

OPERA PRIMA
presenta
ATTESE

Ideazione e Regia Francesco Gigliotti
Scene e costumi Giorgio Distefano
Disegno Luci Nuccio Marino
Ricerca sonora Gianluca Casadei
Con Tiziana Battisti, Agnese Chiara D'Apuzzo, Francesco D'Atena, Maria Elena Lazzarotto, Zahira Silvestri
Maschere Ascanio Celestini (One), Giancarlo Santelli (Iro)

La storia è ferma, probabilmente non esiste. Ogni giorno si ripete sempre uguale, perché le differenze non si vedono, cioè a dire tutto è indifferente, fino a che la notte compiendo l'inesorabile inghiotte il giorno sancendone la fine.
Nessun ricordo permane, l'oblio cancella i contorni della memoria, confonde eventi, anni, incontri.

In questo procedere, in un luogo che ha in comune col resto del mondo solo la forza di gravità, ma che sembra esso stesso il mondo, poche anime sparute vivono nell'indugio e nell'indolenza di un tempo che pur trascorrendo non passa, trovandosi loro malgrado in situazioni comiche e paradossali. Ogni tentativo fatto dai personaggi di convivere condividendo lo spazio vitale diventa grottesco, l'unica cosa che resta da fare è assolvere al proprio destino. Iro e One ne hanno uno preciso: attendere. Nell'attesa di un incontro che pare debba cambiargli la vita , consumano tutta la loro esistenza, di cui poco o nulla ricordano. I due incontrano un signore e il suo servo, ed anche un piccolo monello che deve dar loro notizie importanti. Questo è quello che sembra succeda...ma forse non accade e non accadrà.


Lo spettacolo è ispirato al teatro dell'assurdo, dove emergono i grandi temi della solitudine e dell'angoscia di esistere.
L'attesa è metafora del vivere contemporaneo che si sostanzia nei comportamenti dei personaggi di fronte alla necessità di fornire istante dopo istante un senso qualsiasi alle loro vite. Nel gioco della rappresentazione l'uso della maschera della Commedia dell'Arte d'influenza napoletana, si rivela come scelta essenziale nell'alternarsi dei ruoli. Il senso del comico e del tragico dell'attesa, trova così, un equilibrio singolare capace di misurarsi con i grandi temi della letteratura del novecento. E' proprio l'utilizzo del codice energico dei personaggi di basso rango a inventare l'azione drammatica
e il senso irresolubile della vita in una grottesca serie ininterrotta di eccetera eccetera.

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