Il repertorio della musica da ballo di fine '800 inizio '900 veniva suddiviso in "quatriglie" cioè un gruppo di quattro brani così distribuiti: polka, mazurka, walzer e monferrina. Al termine di ogni "quatriglia" una grossa fune, sostenuta da alcuni uomini, spingeva fuori i danzatori che per rientrare dovevano passare sotto la corda consegnando un nuovo biglietto (o cartella) precedentemente pagato. L'usanza del "Bal a còrda" o a "quatriglie" si mantenne in uso, se pur con numerose varianti, per circa un decennio dopo la II guerra Mondiale. Il vecchio repertorio , "anonimo" e tradizionale, sin dagli Anni '20 divenne prerogativa di autori specializzati, che distribuivano o spedivano i loro libretti agli esecutori, inserendo nuovi balli che prendevano il posto delle tradizionali monferrine e dei chiassosi "brando"; il primo di questi nuovi balli a fare l'ingresso ufficiale nel nostro repertorio di musica da ballo fu l'One step", nato in America nel 1912 e giunto in Europa nel 1918/20. Le tradizionali "squadre da ballo", organici di soli strumenti a fiato erano sostanzialmente dei quintetti formati da clarinetto, cornetta, trombone d'accompagnamento, bombardino e basso. Tale formazione permetteva agli esecutori di suonare improvvisando le loro parti senza vincoli precisi se non quelli dettati dal genere, dalla melodia e dall'armonia. Il clarinetto e la cornetta si dividevano il ruolo del canto alternandosi o suonando in terza, in sesta oppure in ottava; il trombone poteva muoversi liberamente sulle note dell'armonia creando anche dei piccoli frammenti tematici; il bombardino dava vita ad un vero e proprio contrappunto: il "controcanto" destinato ad unire ed amalgamare la "bassa musica" (basso e trombone) alla melodia; il basso con un movimento ritmico-armonico costruiva una linea di sostegno al tutto, imponendo la giusta cadenza al ballo. Questo organico si trasformò gradatamente con l'inserimento di due o tre tromboni, la fisarmonica che nel frattempo si era evoluta (non più diatonica o semidiatonica ma cromatica o a piano), la batteria suonata da un solo esecutore, il saxofono che, anche se arrivato per ultimo, per la sua voce possente e la sua tecnica fluida, si faceva gradatamente strada. Cambiarono le sonorità arrivarono nuovi balli, nuove mode, nuove esigenze, scuole di ballo che standardizzarono e cancellarono i vecchi passi ed il vecchio stile, chitarre elettriche che sostituirono i tromboni d'accompagnamento, bassi elettrici presero il posto del tuba, amplificatori, microfoni, computer e dischetti con basi elettroniche potevano sostituire addirittura gli esecutori. Ma ciò che è attuale è noto a tutti: il valzer, la polka e la mazurca continuano a vivere, completamente trasformati nelle serate dedicate al "ballo liscio". Questi brani riproposti in una versione di soli fiati sono rivolti a coloro che desiderano rivisitare con i loro strumenti brani di un repertorio arcaico e semplice ma di chiara impronta tradizionale. La presente melodia è tratta dal libretto personale del cornettista rivese Pasquale Borla - "l Grisót" - 1902-2004 conservato presso il "Civico Museo del Paesaggio Sonoro" a Palazzo Grosso di Riva presso Chieri. Associazione Culturale "La froja", Domenico Torta e "I MUSICANTI di Riva presso Chieri",
Gruppo di ricerca coordinato dal prof. Febo Guizzi (DAMS, Università di Torino):
Cristina Ghirardini, Guido Raschieri, Dino Tron.
Cari amici, pensiamo sia giunto il momento di divulgare parte del lavoro, che in questi anni abbiamo portato avanti, sul vecchio repertorio e sul "linguaggio" del "quintèt" impiegato per "il ballo a corda" della nostra zona del Piemonte. Il presente brano eseguito dal computer è per il seguente organico:clarinetto,cornetta,trombone,bombardino e bassotuba. Ulteriori informazioni le troverete accanto al video cliccando appunto su "ulteriori informazioni".
Domenico Torta e Valerio Chiovarelli
musicantidiriva 3 years ago