di Giuseppe Stimolo
Scempio in contrada Pitrusa nel sito archeologico che insiste sul territorio di Niscemi.
A compierlo, il nuovo proprietario del fondo che lo aveva acquistato di recente, senza che fosse a conoscenza, così pare, del vincolo archeologico posto sul sito dalla Soprintendenza ai BBCC di Caltanissetta.
L'aera che si estende per circa cinque ettari, è stata oggetto di scavi archeologici in due campagne condotte dalla Soprintendenza nel 1996 e nel 2000 sotto la direzione della Dott.ssa Rosalba PANVINI, su imput dell'allora Archeo Club locale, il cui presidente era il compianto Prof. Angelo Marsiano.
Le ricerche di allora, condotte grazie alla collaborazione di studenti universitari e di giovani volontari niscemesi, misero in luce alcune mura perimetrali di una villa romana risalente al I secolo a.C., assieme ad alcune tracce della sua pavimentazione, monete e frammenti ceramici con impresso il nome "GALBA".
Con tutta probabilità, si ritiene che la villa fosse stata abitata già dal III secolo a.C.
Dopo lo sciagurato intervento della ruspa, buona parte di quanto era emerso in quegli scavi, è stato cancellato per sempre.
"Il danno è enorme" commenta a microfoni spenti la Dott.ssa Carla GUZZONE responsabile dell'unità BBAA della Soprintendenza di Caltanissetta, venuta a valutare di persona i danni apportati al sito - riservandosi di rilasciare in seguito, dopo più approfondite analisi sul terreno, dichiarazioni in merito.
Ma basta, ancora oggi c'e' gente che non capisce che le cose di casa nostra vanno salvaguardate e non distrutte, vergogna vergogna.
siantconti 1 month ago
Forse un cartello o una recinzione sarebbe potuto bastare.
tagas63 5 months ago
ma è una vergogna...è assurdo.. l'unico sito di epoca romana in discrete condizioni..
ciccioconti0 6 months ago