Da ieri è nelle sale cinematografiche del Ticino il film "Uomini di Dio", premio della giuria a Cannes, visto da due milioni di spettatori nelle prime settimane di proiezione in Francia. La storia vera della comunità benedettina cistercense di Thibirine in Algeria nel 1996 durante le stragi di stranieri è lo spunto per scavare nella vita di 8 monaci che maturano la decisione di non fuggire accettando il martirio. Sette di loro saranno rapiti e barbaramente uccisi ma questa è la cronaca dei fatti mentre il film si sofferma sui volti e sulle parole per restituire lo stato d'animo di questi antieroi che spaventati dalle stragi fanno uno straordinario cammino di approfondimento della loro vocazione fino ad aprirsi all'ipotesi del martirio. Ne parliamo con Claudio Mésoniat, direttore di questo giornale, e con Fra Agostino della Madonna del Sasso, coi quali abbiamo cercato di scavare lungo i tre assi portanti di questo film: la vocazione, il martirio e l'incontro pacifico col mondo islamico che Mésoniat ha voluto chiamare, citando il Cardinale Scola, "meticciato di civiltà" - metissage - come luogo in cui due identità insieme danno vita a una terza, un sogno che si scontra col fallimento dei modelli di integrazione europea.
OTTIMO! Ormai sono più sdoganati i film che esaltano il fascino del male, più dei film ispirati alla grandezza della tradizione cristiana...
Icmesa 1 year ago 2
Ci sono UOMINI così, grazie a Dio!
Film da non perdere assolutamente.
bobalga 1 year ago
film meraviglioso.
Matilda389 1 year ago
Film stupendo...
cris2811 1 year ago