La Grande Storia - Il carteggio Churchill-Mussolini, l'ultima verità 12

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Uploaded by on May 24, 2011

Dopo mezzo secolo, il carteggio Churchill-Mussolini (originali e svariate copie fotografiche), approdato sicuramente a Londra, a Washington, a Mosca o in Vaticano, sembra aver imboccato, dietro l'input del Tabasso, anche la strada del Quirinale e subito dopo quella di Cascais, dove risiedeva il Sovrano esiliato. Per i suoi servigi il Tabasso è stato insignito con l'onoreficenza sabauda di Commendatore della Corona d'Italia. Il Re in esilio, anche all'inizio degli anni Ottanta, attraverso il suo ministro della Real Casa, Falcone Lucifero, rinnovava i suoi ringraziamenti e i suoi elogi al caro e fedele capitano Aristide Tabasso.
Il Tabasso è morto, in circostanze oscure, all'inizio degli anni Cinquanta. Pare sia stato avvelenato. Secondo altri è morto d'infarto. Il figlio, sfruttando gli appunti e i documenti paterni, ha voluto raccontarci ciò che il padre aveva fatto durante la guerra e subito dopo. Il suo libro (Su onda 31 Roma non risponde) è stato sequestrato dall'autorità giudiziaria ancor prima di poter essere divulgato. I motivi, ufficiali o ufficiosi, dell'avvenuta confisca non sono noti. Ci basti sapere che in una pagina (327) c'è un'accurata descrizione delle carte mussoliniane. Ne cito il passo più saliente: "Non è un carteggio ma quasi un archivio di Stato. Si tratta di una raccolta di documenti che si aggira sui 40 kg. e Aristide Tabasso dovette trasportare per parecchio tempo quel peso per essere certo di quello che egli assicurava di aver salvato. Qualche cartella interessa molto da vicino il grande statista inglese. Il contenuto di quelle carte è sicuramente in contrasto con quanto l'opinione internazionale ha sempre creduto e crede ancora". Tutti gli escamotages messi in atto da Mussolini per salvare i suoi documenti, e con essi la propria reputazione storica, sono risultati vani. Apodittiche echeggiano, a questo proposito, le parole di Claretta Petacci: in una telefonata a Mussolini, intercettata come di norma dai tedeschi il 2 aprile 1945, la giovane amante del capo fascista dice: "Ben ascolta il mio consiglio, sta in guardia! Hanno tutti l'interesse di farti tacere e per sempre! Tu dici: Parlano i documenti. Ma loro sanno che i documenti si comperano, si rapinano, si distruggono. Un fatto è sicuro: se tu, se il tuo carteggio dovesse un giorno essere in loro possesso, le tue ore di vita, nonché quelle del carteggio, sarebbero contate!". Dopo sessant'anni sappiamo che tutto ciò si è puntualmente avverato nel peggiore dei modi possibili. Mussolini, e la Petacci che non c'entrava niente, sono stati impiccati per i piedi a piazzale Loreto.

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News & Politics

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