Uploaded by ilbottigliaro on Sep 22, 2008
PROCURADE E MODERARE.
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Dromos, la musica sarda vive
--- Settembre 1999
Cristiano Sanna
Quando presentammo lo straordinario catalogo di artisti compilato dallagenzia di spettacolo Applausi parlammo senza problemi di concerto dellanno. Sette mesi dopo, la due-giorni di Oristano ha confermato le prime impressioni.
Circa quattromila persone in due giorni, i migliori artisti della musica etnica in Sardegna e un palco-teatro che da solo trasmetteva tutto il fascino del grande evento. Con questa ricetta il festival Dromos si è ritagliato uno spazio di assoluto rilievo nel panorama della produzione musicale isolana. O forse bastava accorgersi di quello che manca, riempire un vuoto che cominciava a farsi davvero pesante: sta di fatto che Oristano si candida con autorevolezza a diventare la capitale della rinascita per il nostro patrimonio etnomusicale. Un bel passo di qualità per chi era abituato alla sonnolenta ruotine della provincia campidanese, tra baretti in cui chiacchierare, feste di piazza a base di liscio e qualche puntata a ballare disco commerciale il fine settimana. Il cartellone assemblato da Salvatore Corona, boss dellApplausi, era di assoluta qualità: Totore Chessa, Elena Ledda e Sonos, Tancaruja, Andrea Parodi e Abacada, Piero Marras, Enzo Favata Quartet, Cordas et Cannas, Antonello Salis, Argia, Tenores di Silanus, Cuncordu Lussurzesu, Tenores di Orgosolo, Trio Cocco, Marino De Rosas, Lidia Murgia, Sardus Pater e il siperietto comico dellospite Benito Urgu. Che centra la signora Desolina con un serioso festival di worl music ? Niente ma fa ridere, la mezzora di battute a raffica ha fatto piegare in duo le centinaia di presenti alla kermesse oristanese. Un programma di assoluta qualità, lontano dalle scelte facili della musica sarda da sagra di paese, perfino difficile da seguire per lo sforzo di concentrazione che chiedeva al pubblico presente. Chi ha accettato la sfida è stato ricompensato con momenti di grande musica: i TancaRuja del bassista e compositore di Carbonia Pino Martini hanno presentato il loro intrigante coktail di campionamenti, suoni elettronici, impennate rock e suoni della memoria già contenuti nel disco di esordio In terra e in chelu (ristampato in tutto il territorio nazionale dalla Cni). Stesso discorso per la musica fesatosa dei Cordas et Cannas che proponevano alcuni classici tradizionali e le composizioni del disco Fronteras, e per lalto-sassofonista algherese Enzo Favata con una selezione di brani da Islà e Voyage en Sardegne. Antonello Salis è stato il solito fiume in piena, venti minuti di geniali improvvisazioni tra piano e fisarmonica, mettendo insieme jazz, etno e musica contemporanea. I desulesi Argia hanno eseguito alcuni pezzi del loro nuovo disco Microcosmi, un impegnativo mix di new age, accenni etnici e musica dautore, mentre Elene Ledda ha ricordato a tutti il fascino dei Dillus e delle Anninnare, melodie senza tempo scolpite nella memoria di tutti. Fra i momenti più emozionanti il pianosolo di Piero Marras che ha cantato lorgoglio di ricominciare a scrivere in limba in una suggestiva versione intimista. Applausi a scena aperta per Marino De Rosas, virtuoso chitarrista algherese che ha inciso di recente Meridies, viaggio nelle mille voci della chitarra sospesa tra pizzicato, new age, flamenco e ballo sardo. Festa grande con i trascinanti canti agricoli del Trio Cocco da Narbolia, e molto apprezzato il progetto Sardus Pater coordinato dalla poetessa sassarese Clara Farina, tentativo originale di recuperare in modo vivo e sonoro la potenza lirica nei versi dei poeti improvvisatori sardi. Attorno al grande palcoscenico era possibile visitare lo stand dellassociazione umanitaria Emergency e acquistare cassette e degli artisti sardi (disponibili alcune chicche come Organittos di Totore Chessa, una raccolta di sonate per launeddas e antichi canti a chitarra risalenti addirittura al 1910). Esaltare la creatività locale mettendo da parte invidie e divisioni, cercare di usare lorgoglio dellidentità come valore aggiunto per creare confronti con la musica popolare del resto del mondo. Ecco la grande scommessa di Dromos, progetto che attende grandi conferme.
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