Con immensa stima e sincero affetto alla Professoressa Ileana Santià

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Uploaded by on Jun 12, 2010

l libro "Siamo fragili, spariamo poesia" è una raccolta di 123 poesie di autori del XX secolo (italiani e stranieri, con buona presenza femminile), a cura di Guido Ceronetti.
Poesie da lui recitate e messe in scena nel suo "Teatro dei Sensibili".

Nella prefazione si legge il motivo della scelta di queste opere:

"...voci del secolo appena passato, che è stato di martirio illimitato per tutta l'anima vivente, tutto Jesus patibilis sanguinante, un tremendo fallimento delle utopie della storia e di una fortissima, al tempo stesso, reazione della parola poetica, che lo percorre tutto come uno smisurato grido. La poesia del Ventesimo è stata un buon Cristoforo al guado: ha portato in salvo sull'altra sponda, con crescente affanno e fatica, una Deposito non di questo mondo da salvare , come i camion notturni della Repubblica portarono in salvo dalle bombe, a Madrid, con motori scassati e benedetti, il tesoro magico universale del Prado... La poesia del XX secolo non celebra se stessa, è un frutto di penuria di un albero tragico, tra distese di solitudine e di affollati spazi impauriti. La misura del patimento l'ha fornita la poesia russa, consapevole di un immane disastro- ma il ripugnante drago leninista, l'impura gola staliniana non l'hanno dissolta, nelle loro tenebre...


Heidegger riassume Holderlin, sull'abbandono del mondo da parte delle tre divinità essenziali: Eracle, Dioniso e Cristo, commentando: -Ormai l'epoca è determinata dall'allontanamento del Dio, del difetto di Dio.... Questo difetto di Dio significa che nessun Dio raduna più in sé, visibilmente e chiaramente, uomini e cose, indirizzando così la storia del mondo e l'abitare umano in questa storia. Ma c'è di peggio nel difettare di Dio. Non soltanto gli Dei e il Dio sono fuggiti, ma lo splendore della divinità si è spento nella storia del mondo. Il tempo della notte del mondo è il tempo dell'angustia perché diventa via via più stretto. Tanto povero e stretto che si è fatto il Tempo che non è neppure più in grado di ritenere il difetto di Dio come difetto...


Ecco quindi che si arriva a dire che:

"sul fondo dell'abisso si manifesta l'essenza della poesia (e non solo di questa) e su questo avvicinarsi al fondo dell'abisso si misura il grado di forza, di capacità rischiaratrice della verità, dei poeti (non tutti, rari soltanto toccano il fondo...)...


Per arrivare con una citazione, ancora di Heidegger:

"All'essenza del poeta che in questa Età della Penuria realmente sia poeta appartiene questo: data l'essenziale povertà dell'epoca, la condizione del poeta e la vocazione poetica lo sovrastano in quanto problema. I poeti, in tempo di penuria, devono espressamente, nel loro poetico dire, manifestare l'essenza della poesia. Dove questo accada, è possibile congetturare una presenza della poesia in grado di accordarsi col destino stesso della nostra epoca. A noi tocca imparare ad ascoltare ciò che hanno da dirci questi --proprio questi- poeti."


Insomma, per quel che ho capito, mai come nei tempi bui e difficili dell'umanità la voce dei poeti è importante a tenere sveglie le coscienze.

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