ALEJANDRO JODOROWSKY e FRANCO BATTIATO alla Milanesiana - 2 luglio 2007.
Video tratto dal sito del Corriere della Sera: http://video.corriere.it/?vxChannel=Dall%20Italia
"Mi sento più vicino alla musica di Camille Saint-Saëns,
compositore francese del secondo Ottocento, che agli U2, e devo fare i conti con questo genere di appartenenza.
Le cose più interessanti che ho fatto all'interno di questa forma di libertà."
Parola di Franco Battiato, ospite della Milanesiana e ieri sera al concerto al Teatro Dal Verme per il nono appuntamento della manifestazione culturale di letteratura, cinema e musica.
"Per il cinema è lo stesso. Non mi interessano le storie tradizionali, non so cosa farmene dell'uomo e della sua tragedia nella società. Dovrei mettere sul set un'imitazione di qualcosa che ho già visto", ha spiegato Battiato, che ieri mattina ha incontrato il suo pubblico allo Spazio Oberdan di Milano, insieme al regista cileno Alejandro Jodorowsky e ad Enrico Ghezzi.
Il dibattito è stato aperto e si è chiuso con le proiezioni di due film dell'artista italiano, "Perduto amor" e "Musikanten", dove Jodorowsky interpreta il ruolo di Ludwig van Beethoven.
"Quando Battiato mi ha offerto questa parte, credevo fosse matto racconta il regista cileno , ma l'interprete mi disse che si trattava di Battiato e non di un matto.
Continuo a pensare che il cinema sia arte, ma non faccio altro che vedere prodotti industriali, ormai ne siamo pieni".
L'intelligenza di Battiato, per Jodorowsky, si riconosce nel suo modo di fare cinema che è diverso da quelli a cui siamo abituati.
"La prima idea era di fare "Musikanten" tutto con la microcamera, perché è un modo per inseguire la vita di qualcuno ha detto il cantautore italiano .
È evidente che la lettura della vita privata si ispira a
immagini psichiche".
E mentre il suo terzo lavoro dietro alla macchina da presa, "Niente è come sembra", è in fase di post-produzione, Battiato pensa già al quarto film:
"Sarà una cavalcata dal 500 a.C. fino al futuro descrivendo i personaggi chiave della storia come Aristotele o Aristarco".
(da "La Sicilia" del 3 luglio 2007)
Il cinema di Jodorowsky, almeno i suoi primi film, sono frutto di un periodo straordinario per la cultura modiale che sono gli anni 60-70 in cui il teatro di ricerca e il cinema sperimentale s'univano in perfetta simbiosi. L'opera di un'artista poteva ancora avere incidenza sul pubblico, più propenso a volere conoscere una realtà omnidirezionale. Il cinema attuale invece tende ad appiattire la realtà, privandola degli antieroi, incarnando la vanagloria dell'immagine-specchio industriale.
empireo00 10 months ago
@empireo00
Grazie per aver lasciato questo tuo 'prezioso' commento che condivido appieno.
enginger 10 months ago
parlare mucho! haciendo giras jodo bacan.
abrazo inmenso.
rocklive88 1 year ago
@rocklive88
Hola Amigo!
enginger 1 year ago
Herzog y Jodo, que lujo! Someone should subtitle this!
Pvlgo 2 years ago
Hola Amigo!
enginger 2 years ago