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Cave di Acquarica: una bomba ecologica e di devastazione

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Uploaded by on Feb 28, 2011

Edizione del 26 Febbraio 2011
ore 14.30

TELERAMA

Le Cave di Acquarica del Capo
Fra qualche giorno lo sblocco del procedimento di fronte alla Provincia

In Studio: Alessandra Del Toro

Ora parliamo delle Cave di Acquarica, un paesaggio lunare di straordinaria bellezza anche se le istituzioni purtroppo brancolano nel buio sul loro recupero.

Servizio: Tiziana Colluto

Questo è il ventre di Acquarica del Capo ma questa cava dismessa che rappresenta una parte importante dell'archeologia industriale salentina deve essere sottratta all'abbandono. I pali della luce sono ancora lì, cadono a penzoloni sui grandi blocchi da cui i tufi sono stati tagliati, un paesaggio lunare, bellezza mozzafiato e cerniera tra i comuni Acquarica del Capo e Taurisano. Nel territorio del primo ricade questa parte dismessa nel secondo quella ancora attiva e che i proprietari stanno chiedono di ampliare ancora. E' la storia di un'industria che continua a vivere con tutte le sue contraddizioni ma anche quella di un recupero e una rifunzionalizzazione che è costantemente minacciata dalla lentezza della burocrazia e pure da altro. E qui accanto che infatti potrebbe sorgere l'impianto di raccolta e recupero di rifiuti speciali non pericolosi e il deposito preliminare di rifiuti speciali pericolosi della ditta Armando Muce srl di Taurisano. Nonostante il no del Consiglio comunale il procedimento ancora non si è chiuso e pende di fronte alla Provincia che dovrebbe sbloccarlo fra qualche giorno. Dall'altro lato ci sono i tavoli tecnici che vanno avanti a rilento fra i due comuni interessati, Regione Puglia e Palazzo dei Celestini. Di certo c'è che l'idea progettuale presentata dalla precedente amministrazione all'Area Vasta di Casarano non ha avuto riscontri, doveva trasformare quest'area in campi da golf e alberghi richiamando anche investitori stranieri. E' rimasta lettera morta. Nel frattempo la quotidianità va avanti, dalla rupa ogni tanto viene giù un bidone contenente non si sa che cosa. Accanto si continua a scavare a tagliare. Ci ferma uno dei proprietari delle cave attive, Aldo Tarantini, lavora qui da quando non esistevano, le ha viste crescere anzi le ha viste sprofondare da anni '60 ad ora. Però se pur grossolane le idee sulle cave dismesse almeno lui ce l'ha chiare.

Aldo Tarantini, proprietario. Andrebbero bonificate, sono belle pure da vedere, diciamo pure come sono senza bonificarle. Andrebbero diciamo fatte delle strutture in modo da poter acceder comodamente anche per il turismo.

Il sogno nel cassetto dell'Amministrazione comunale sembra essere quello di porre un vincolo e monumentalizzarle, un sogno nel cassetto appunto. L'area innanzitutto è di proprietà privata e gi enti sono ancora all'avvio dell'analisi di prefattibilità. Non c'è nessun obiettivo individuato per ora, dice il sindaco Francesco Ferraro, ne tanto meno potremmo immagine ancora di chiedere risore. Insomma delle cave proprio non si sa che farsene.

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