La proteina Green fluorescent protein (Gfp), scoperta nel 1962 nella medusa Aequorea victoria e che è valsa il Nobel per la chimica 2008 ai primi ricercatori che l'hanno osservata, diventa marcatore visivo per lo studio delle malattie, virali o batteriche, che colpiscono piante e ortaggi, rendendole così meno produttive, poco appetibili o addirittura tossiche.
La caratteristica principale della Gfp è di essere fluorescente, cioè di illuminarsi di verde se colpita da raggi ultravioletti, spiega Gian Paolo Accotto, ricercatore dell'Istituto di virologia vegetale (Ivv) del Cnr di Torino. Questa particolarità ha fatto sì che sia diventata una delle proteine più utilizzate per l'osservazione di fenomeni altrimenti non visibili.
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