Meravigliosi prati stabili

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Uploaded by on Jun 9, 2010

Prati stabili: una ricchezza da non perdere.

Il territorio regionale è per la maggior parte urbanizzato o soggetto ad agricoltura intensiva.
Tuttavia per fortuna presenta ancora alcuni limitatissimi ambiti di carattere naturale costituiti quasi prevalentemente da prati stabili (detti anche Magredi), ossia da quella formazioni erbacee che non hanno mai subito il dissodamento (aratura o erpicatura). Sono costituite da un numero elevato di specie vegetali erbacee, appartenenti a numerose famiglie, la più importante delle quali, per valore naturalistico, è quella delle orchidee (generi Serapias, Orchis, Anacamptis, Ophrys). Ospitano inoltre delle specie vegetali che si possono ritrovare solo in un territorio limitato fra il Friuli e la regione illirica (per esempio il Dianthus sanguineus e la Knautia ressmannii).
A seconda delle caratteristiche del terreno (presenza di terra fine o ghiaia, fertilità, umidità, ecc.) le specie erbacee sono diverse, e pertanto alcune entità sono localizzate ormai solo in pochissimi appezzamenti. Anche la fauna, soprattutto gli invertebrati, è molto caratteristica e da tutelare.
I prati stabili sono distinguibili dai prati avvicendati (coltivazioni che nella pratica delle rotazioni seguono il frumento o l'orzo e sono in genere costitute da erba medica o trifoglio e/o una o più graminacee seminate) per la notevole varietà di specie dei primi rispetto alla uniformità degli altri, apprezzabile anche a colpo d'occhio, per l'effetto dei gialli intensi del Caglio, delle Ginestre o della Cresta di gallo, del rosa della Lupinella, del rosso scuro dei Garofani sanguigni, del porpora di certe orchidee, del blu della Salvia pratense, del bianco della Olmaria peperina ecc.
E' importante mantenere questi prati per vari motivi:
motivo naturalistico: alcune specie animali e vegetali sono presenti in regione solamente in queste formazioni. Il dissodamento dei prati provocherebbe l'estinzione, almeno su scala locale, delle entità rare; risultano habitat ideale per le starne della razza autoctona, oggetto di reintroduzione ad opera di varie riserve di caccia;
motivo agronomico: i prati conservano un patrimonio genetico utilizzabile per il miglioramento delle piante coltivate e possono fornire il seme per il buon consolidamento di terreni smossi per la realizzazione di grandi opere;
motivo storico culturale: i prati erano la principale coltivazione di vaste aree del Friuli fino all'avvento dell'agricoltura industriale; ad essi e legato il patrimonio culturale dell'antica civiltà contadina nonché l'ambito naturale in cui sono avvenute innumerevoli vicende storiche del Friuli;
motivo paesaggistico: è indubbio il fascino dei prati, specialmente al momento della fioritura. La loro presenza arricchisce il paesaggio altrimenti reso monotono dalle coltivazioni su larga scala.

Le formazioni dei suoli mediamente evoluti (denominazione scientifica Chamaecytiso hirsuti-chrysopogonetum grilly) sono localizzati solo nella media pianura e pertanto complessivamente più rari e da tutelare. Buona parte di questi terreni, potendo sostenere colture o attività più redditizie, sono stati e sono tuttora più soggetti alla distruzione. Risulta importante che questi piani vietino il dissodamento, regolino la concimazione e prevedano interventi pubblici di taglio regolare e gestione di quegli appezzamenti abbandonati che rischiano il rimboschimento a opera di specie esotiche quali Robinia, Amorfa e Ailanto.
Ricordo che nei soli ultimi tre anni ho rilevato il dissodamento di diversi appezzamenti situati nel comprensorio udinese. Non è da escludere che queste superfici siano state dichiarate, dopo gli interventi manomissori, come seminativi tali da anni prima del reale dissodamento, al fine di ricevere illegalmente contributi. Inesorabile sarà la fine degli altri prati stabili se non verranno intraprese misure di protezione.
Segnalo che una volta persa la ricchezza di queste formazioni erbacee a causa dei dissodamenti, non risulta praticamente possibile il ripristino, se non in tempi lunghissimi (due secoli), sempre che si disponga di un'oasi da cui far espandere le specie animali e vegetali. Comunque, data la grande varietà e complessità delle forme viventi interessate, non sarà mai possibile un completo restauro.
E' pertanto fondamentale la conservazione del patrimonio esistente, e questi prati hanno oggi bisogno di sostegno perché anche le generazioni future possano goderne.

Roberto Pizzutti
Presidente wwf fvg

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  • da pochi metri sul livello del mare fino alle quote elevate, con specie diverse a secoonda delle condizioni ecologiche

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  • e che quota sono questi prati?

  • scusa eh, ma cosa si dice quando qualcuno riesce a vedere un grillo che esce da solo dalla tana e poi canta pure ? Si dice.. che CASPITA ! ciao Giovanna

  • Bravo Roby! Belle immagini, bella musica!

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