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IL TUSCOLO NEWS - SPECIALE 8 SETTEMBRE 2011

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Uploaded by on Sep 11, 2011

FRASCATI - Come ogni anno, nel «Giorno della memoria», la cittadina tuscolana ricorda le vittime del tragico bombardamento dell'8 settembre 1943, quando, ad armistizio già firmato, le forze Alleate rasero al suolo l'abitato con un'azione di guerra devastante. Oltre 800 morti, tra questi più di 100 bambini, pagarono il tributo di sangue alla «ragion di Stato». Frascati ebbe la sfortuna di ospitare il comando tedesco per il Sud Europa, guidato dal generale Albert Kesselring, e per questo motivo divenne un obiettivo militare sensibile. Il 3 settembre, a Cassibile, gli emissari italiani incontrano i comandanti delle forze Alleate per trattare le condizioni di resa. Come la storia racconta, gli anglo-americani chiesero e ottennero la resa «incondizionata». La posizione dell'esercito tedesco era sicuramente già nota all'Intelligence alleata, ma gli storici del tempo raccontano che furono gli stessi emissari italiani a indicare la posizione di Frascati sulla cartina geografica e probabilmente a «suggerire» il suo bombardamento. L'azione doveva servire per disorientare l'esercito tedesco nel momento dell'annuncio della resa italiana. Cosa che avvenne, come noto, solo nel pomeriggio dell'8 settembre 1943, a bombardamento effettuato. Per Frascati fu una beffa atroce. I tedeschi, impegnati nelle opere di soccorso dei feriti e di quanti erano vivi sotto le macerie, appreso l'annuncio di Badoglio al mondo intero, lasciarono gli italiani al loro destino. La città, a rischio colera, fu dichiarata «infetta» e per i tedeschi sarebbe stato necessario bruciare i corpi dei deceduti e le rovine del centro storico. Furono gli eroici uomini del clero a salvare quel che restava dall'ultimo oltraggio. In soli 3 giorni tutti i corpi furono rimossi e seppelliti e si potè salvare la città dal rogo. Uno sforzo eroico, straordinario, forse poco ricordato dalla stessa chiesa cattolica. Anche i soldati italiani, nel timore di rappresaglie tedesche, si erano dati alla fuga. La città era solo e abbandonata al suo destino, come a tante altre capitò in quei tristi e tragici giorni. Per questo motivo, ogni anno, le celebrazioni del «Giorno della Memoria» sono rivolte all'incontro con altre comunità, italiane e straniere, che hanno patito tragedie e sofferenze. Quest'anno è stata ospitata la città martire di Lanciano, rappresentata dal suo sindaco, alla quale è stata donata una speciale medaglia fatta pervenire a Frascati dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. (servizio di Fabio Polli)

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