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Introduzione al Vangelo

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Uploaded by on May 27, 2010

12PORTE - 27 maggio 2010 - Είδομεν τό φώς τό αληθινόν, ελάβομεν Πνεύμα επουράνιον, εύρομεν Πίστιν αληθή, αδιαίρετον Τριάδα προσκυνούντες, αύτη γάρ ημάς έσωσε.
"Abbiamo visto la luce vera, abbiamo ricevuto lo Spirito celeste, abbiamo trovato la fede vera, adorando l'indivisibile Trinità: essa infatti ci ha salvato".
È uno degli inni della Liturgia bizantina della Pentecoste, un testo talmente ricco di significato che viene cantato nel rito bizantino ad ogni Messa, dopo la comunione.
Mi sembra che questo esprima l'indole spirituale della solennità liturgica della Santissima Trinità, che celebriamo nella domenica dopo Pentecoste.
Il mistero del 50mo giorno celebra il compimento della Pasqua, la pienezza della rivelazione divina e dall'altezza di questo orizzonte, possiamo finalmente gettare uno sguardo sul mistero di Dio e si tutta la realtà.
Quando si sale sulla vetta di una montagna altissima, si ha la possibilità con un unico sguardo di vedere tutto lo spazio circostante. Contemplazione: significa contenere con unico sguardo tutto lo spazio del cielo.
Con la Pentecoste, la Chiesa è salita sul punto più alto: "abbiamo trovato la vera fede" e con lo sguardo unificante della fede, riconosce che l'unico Dio nel quale crede, è comunione perfettissima di persone distinte.
"Molte cose ho ancora da dirvi", ascoltiamo nel vangelo di questa festa. Il mistero del Dio uno e trino trascende di gran lunga la nostra capacità di comprensione e chi ha trovato la vera luce della fede, sa che una vita intera non basterà per conoscerlo.
Ricordate cosa ci siamo sentiti dire più di 90 giorni fa, nel mercoledì delle ceneri? "Ricordati che sei polvere e polvere ritornerai". Siamo poco meno di niente, ma per puro amore, siamo stati portati così in alto, da essere coinvolti in questo immenso, infinito abbraccio d'amore che è Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo. (mons. Andrea Caniato)

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